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Si è svolto a Bruxelles dal 19 al 21 ottobre 2004 il workshop internazionale sui requisiti di accessibilità per il Procurement pubblico nel campo dell’ICT, organizzato dalla Commissione Europea, dall’Access Board degli USA, dallo Standard Board europeo dell’ICT (ICTSB/DATSG), dal Forum europeo sulla disabilità.
Erano rappresentati, tra l’altro, organismi, enti ed aziende provenienti da Belgio, Usa, Canada, Regno Unito, Italia, Francia, Spagna, Danimarca, Irlanda, Svezia, Olanda, Germania, Giappone. Per l’Italia erano presenti il MIT, il Cnipa, Sogei, CNR, Microsoft, Dell, Provincia e Università di Genova, l’Italian National Disability Council.
L’evento nasceva dalla necessità di creare un momento di ricerca di omogeneità tra le tante iniziative nazionali e internazionali rivolte alla completa inclusione delle categorie deboli, ed in particolare disabili ed anziani, nella società dell’informazione.
Gli interventi, attraverso il confronto tra iniziative ed esperienze dei vari Paesi, hanno evidenziato le caratteristiche di prodotti e servizi ICT oggetto del Public Procurement, nonché norme e indirizzi connessi.
Daniela Battisti, coordinatrice della Ricerca e degli Studi del MIT ha illustrato la significativa evoluzione maturata in Italia nel 2004, con la legge n. 4 del 2004 (“Legge Stanca”) e le linee guida delle regole tecniche definite dal Cnipa tramite appositi gruppi di lavoro.
È stato evidenziato che la posizione italiana, supportata da una legge, è ispirata a norme internazionali (W3C, Section 508, ISO/TS 16071, ISO/IEC 9126, ISO/IEC 9241, ecc.) ed è centrata non solo sui siti Web pubblici, ma anche sulle interfacce utente delle applicazioni, nonché sulle opere multimediali e i testi scolastici in formato elettronico. Nello stesso tempo, è stata sottolineata come si sia tenuto conto della opportuna distinzione fra linee guida generali, destinate all’universo del web, e requisiti per il “public procurement”, a causa della peculiare specificità del settore pubblico che richiede una diversa attenzione.
Tale posizione, pur nella sua originalità, è risultata coerente ed integrabile con le scelte operate dagli altri paesi che hanno concretamente affrontato il rapporto tra nuove tecnologie e accessibilità.
Particolare attenzione ha suscitato l’affermazione che la soluzione italiana ha rispettato praticamente tutte le raccomandazioni del W3C/WAI nella definizione dei requisiti di accessibilità.
Nel corso dei lavori è stato possibile approfondire la soluzione italiana con colloqui diretti tra i partecipanti italiani e Inmaculada Placencia della Commissione Europea, attiva coordinatrice del workshop, Judy Brewer, Director of the Web Accessibility Initiative (WAI) at the World Wide Web Consortium (W3C), Luc Van den Berghe, Secretary of the Design for All and Assistive Technology Standardization Coordination Group e Manager CEN/ISSS.
Il workshop ha dimostrato come un approccio coordinato a livello internazionale nel Public Procurement e nel processo di standardizzazione può consentire migliori livelli di accessibilità..
È stato, peraltro, posto in risalto come alcuni recenti sviluppi tecnologici sembrano invece peggiorare le cose per la loro complessità. Alcuni degli ultimi dispositivi sembrano in effetti meno accessibili dei modelli precedenti. Sono stati citati ad esempio i telefoni cellulari e la televisione digitale.
Ci sono anche stati richiami all’accessibilità di altri supporti - tra cui le carte magnetiche (da utilizzarsi anche da parte dei disabili visivi), i telefonini, le stampanti - ed al futuro della comunicazione che sarà sempre più orientato all’e-mail e alla sottotitolazione delle immagini trasmesse.
Da notare che, mentre tutti i paesi hanno mostrato attenzione all’accessibilità del Web, solo alcuni hanno affrontato le problematiche connesse alle altre tecnologie IT (Svizzera, Danimarca, Irlanda, Italia, Portogallo, Malta).
Le posizioni europee hanno evidenziato alcune diversità:
È emerso comunque un interesse alla convergenza e omogeneizzazione e la disponibilità ad adattare alcuni criteri standard alle realtà dei singoli Paesi..
Le discussioni e i risultati del workshop saranno utilizzati per una “Comunicazione” della Commissione Europea sul tema della eAccessibility, la cui pubblicazione è prevista per gennaio 2005.