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Editoria accessibile per i disabili

3 - Tutela del diritto d'autore

Analogamente a quanto già accade per i testi a stampa e per l’editoria musicale o cinematografica, non esistono oggi sistemi di protezione che possano impedire la riproduzione illecita dei documenti elettronici garantendo contemporaneamente la loro piena accessibilità e fruibilità secondo le esigenze descritte sopra.

La tutela del diritto d'autore dovrà basarsi soprattutto sul controllo delle procedure di distribuzione e sulla diretta assunzione di responsabilità di chi riceve i file (dirigente scolastico, famiglia). Un sistema simile è già adottato, con piena soddisfazione deglieditori, per la distribuzione di libri elettronici per i non vedenti da parte di alcune delle maggiori organizzazioni nazionali: Biblioteca dei Ciechi di Monza, Istituto Cavazza di Bologna, Fondazione Galiano.

Esiste peraltro la possibilità di rendere identificabile ogni singola copia del file di testo in modo da poter ricostruire il percorso distributivo in caso di uso improprio. Anche se restano da valutare gli impatti d’immagine, un accorgimento di questo tipo avrebbe una notevole azione dissuasiva verso comportamenti scorretti.

Dal punto di vista degli editori, la maggiore garanzia sarebbe fornita dai formati che non consentono, o che rendono molto onerosa, la riproduzione illegale dell’opera a fini commerciali. Tenuto conto che il testo in formato elettronico è tanto più facilmente ed efficientemente usabile per scopi illegali quanto meglio è codificato e strutturato, si capisce come i due punti di vista, quello degli utenti e quello degli editori, risultino difficilmente conciliabili.

Un editore è più garantito se fornisce un testo povero, privo di indicazioni di struttura (titoli, paragrafi, note, didascalie ecc..), oppure se il testo stesso è congelato in un formato rigido, come PDF bloccato, o addirittura in formato non riutilizzabile, come Braille stampato su carta o registrazione audio.

La differenza di “valore commerciale”, ma anche di interesse per un utilizzatore disabile, fra un testo ricco di codifica strutturale, ovverocompletamente privo di tali informazioni, cresce con la complessità della struttura; può risultare insignificante per un breve testo letterario, come un racconto, ma può essere enorme per una grande opera, come un’enciclopedia.

Da queste considerazioni si conclude che è difficile pensare ad una soluzione tecnicacapace da sola di conciliare così opposte esigenze. Sembra quindi opportuno regolamentare la materia anche attraverso la responsabilizzazione degli utilizzatori, prevedendo sanzioni in caso di accertata violazione dell’impegno all’uso personale del materiale ricevuto. Va inoltre previsto un ragionevole costo dei testi in formato elettronico, visto l’onere a cui vanno incontro gli editori nel preparare copie elettroniche di testi oggi generalmente non distribuiti in questo formato.

Occorre tener presente che esiste un problema oggettivo di fornitura di testi in formato accessibile ed efficiente in modo generalizzato da parte degli editori. Spesso questi ultimi hanno disponibili solo formati di “publishing”, concepiti per la produzione delle matrici per la foto-composizione, ed in quanto tali non facilmente convertibili in formati del tipo sopra descritto. Questo rende in molti casi onerosa la conversione in un formato più orientato alle necessità degli utilizzatori disabili.

 



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