Vai al menu principale  Vai ai contenuti della pagina

 

Pubbliaccesso.gov.it

 

Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione

 


 

ti trovi in: Home Page - Biblioteca - Documentazione - Accessibilità degli strumenti didattici e formativi

Accessibilità prodotti multimediali

Nella scuola è particolarmente sentito il problema dell'accesso alle opere di consultazione (dizionari ed enciclopedie), soprattutto per quegli studenti che non possono usare i tradizionali prodotti su carta, (disabili visivi e motori).

La problematica riguarda anche:

  • i prodotti didattici multimediali (ad esempio i corsi di lingua);
  • i sistemi autore usati dalle scuole (programmi per realizzare prodotti multimediali) che devono generare prodotti accessibili ed essere accessibili loro stessi;
  • i siti internet delle scuole.

In tutti questi casi le norme di accessibilità sono quelle definite dal regolamento emanato dal Ministro dell'Innovazione (non ci sono esigenze particolari per le scuole).

Sarà necessaria un'azione di informazione e sensibilizzazione rivolta specificatamente alle scuole.

 

Considerazioni finali

Alla luce dell'art. 5 della legge n. 4 del 2004 appare opportuno un accordo quadro con gli editori, sotto il patrocinio del MIUR. Si potrebbe partire dal precedente accordo fra AIE, BIC e UIC, per estenderne l'applicazione ad altre disabilità, in aggiunta a quelle visivee per individuare uno o più altri referenti.

Questo nuovo accordo dovrebbe integrare e non sostituire quello citato, dato che il servizio di trascrizione Braille dei testi scolastici è già svolto da una serie di centri specializzati, molti dei quali sono coordinati dalla BIC e i cui costi sono sostenuti dai comuni di appartenenza dei ragazzi disabili visivi integrati nelle scuole normali. Non volendo interferire con un servizio già funzionante, si potrebbe affiancare a questo un altro servizio di fornitura dei testi in formato elettronico, come richiesto dalla legge 4/2004.

A tale proposito occorre rilevare che il servizio erogato dagli attuali centri di trascrizione è in larga misura rivolto alla fornitura di testi in Braille, ai quali si sono aggiunti di recente testi stampati a grandi caratteri per gli ipovedenti. Per quanto concerne il Braille, considerato il numero assoluto e percentuale dei non vedenti che ne fanno uso, nonché la voluminosità ed i costi di conversione dei testi, si raccomanda come alternativa di privilegiare, in tutti i casi possibili, l’uso delle tecnologie digitali, oggi più comode, efficienti ed economiche.

Per quanto concerne le trascrizioni, queste richiedono professionalità specifiche poiché non si tratta quasi mai di semplici conversioni di formato o di codice realizzabili con procedure automatiche, ma di vere e proprie re-interpretazioni dei testi da adattare alle capacità percettive dei destinatari. La lettura tattile, e in certa misura anche quella visiva a basso livello di visus o di campo visivo, ha peculiarità proprie che non permettono di apprezzare molte delle caratteristiche dei testi scolastici, nei quali si fa molto uso di strutture grafiche finalizzate alla didattica. Questo è particolarmente evidente per materie come la matematica, la chimica e altre scienze, ma riguarda anche quelle materie letterarie a contenuto testuale. Si pensi ai testi della scuola elementare e media, ricchi di grafi eillustrazioni che realizzano una struttura didattica fortemente orientata alla percezione visiva. Per essere considerata "equivalente" alla versionenormale, la versione alternativa va spesso ripensata completamente.

L'accordo con gli editori dovrebbe prevedere in questa fase anche le modalità di fornitura dei testi, tenendo conto delle limitazioni oggettive oggi esistenti riguardo alla effettiva disponibilità dei testi scolastici in formato elettronico coerente con quanto previsto dalla legge 4/2004.

È opportuno concordare con gli editori un avviamento graduale della legge utilizzando in un primo tempo i files che questi saranno in grado di fornire, visto che né loro né i centri di trascrizione Braille sembrano in grado di produrre sin dal primo momento versioni elettroniche efficienti, data la specificità di questo prodotto e la varietà di necessità degli utenti che, giova ricordare, non sono solo i disabili visivi. Per i nuovi compiti vanno previste dunque nuove professionalità e nuove strumentazioni che possono essere allocate anche nei centri di conversione già esistenti.

Come previsto dalla stessa legge 4/2004, lettera g), art. 7, i Ministri interessati (MIT, MIUR e BBCCAA) dovrebbero avviare un progetto per la definizione delle regole di accessibilità delle "opere multi-mediali", comprendendo in questa denominazione tutta l'editoria elettronica, sia quella costituita da prodotti commerciali di questo tipo sia la produzione delle versionialternative per gli studenti disabili.

In prospettiva, una volta chiarite le problematiche e messe a punto le regole generali di accessibilità, dovrebbe essere prevista la produzione di testi elettronici accessibili direttamente da parte degli editori, in modo da aprire il mercato a questa nuova alternativa anche al di fuori del ristretto ambito scolastico.

 



Inizio pagina [0]

Valid XHTML 1.0!