ti trovi in: Home Page - Biblioteca - I Quaderni - Quaderno n. 2 -
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
PUBLIO FIORI
indi
DEL VICEPRESIDENTE
ALFREDO BIONDI
E DEL PRESIDENTE
PIER FERDINANDO CASINI
Seguito della discussione del testo unificato dei progetti di legge: Piscitello; Bono; Jannone; Campa ed altri; Labate ed altri; Zanella; Di Teodoro; Lusetti ed altri; d'iniziativa del Governo: Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (232-494-2950-3486-3713-3845-3846-3862-3978) (ore 12,35).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato dei progetti di legge d'iniziative dei deputati Piscitello; Bono; Jannone; Campa ed altri; Labate ed altri; Zanella; Di Teodoro; Lusetti ed altri; d'iniziativa del Governo: Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici.
Ricordo che nella seduta di ieri si è svolta la discussione sulle linee generali.
(Esame degli articoli - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli, nel testo unificato della Commissione.
Avverto che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 1).
(Esame dell'articolo 1 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Magnolfi. Ne ha facoltà.
BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Oggi la Camera dei deputati, con questo provvedimento, ma soprattutto con l'articolo 1 di esso, sancisce un nuovo diritto di cittadinanza e vorrei che fossimo consapevoli, colleghi, dell'importanza di questo fatto. È il diritto di ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, compresi quelli che vengono erogati attraverso gli strumenti informatici e telematici. È una conquista importante, che a nostro parere potrebbe addirittura diventare la base normativa per contribuire alla costruzione di quello che riteniamo da tempo necessario, cioè la costruzione di un nuovo welfare della conoscenza.
Con questo provvedimento, che nasce anche dalla nostra iniziativa parlamentare - voglio ricordare una proposta di legge del febbraio 2003, che porta il nome dell'onorevole Labate, dell'onorevole Giacco, dell'onorevole Violante e quello mio personale -, si guarda dunque in particolare ai diritti delle persone con disabilità, che ancora oggi, nonostante i passi avanti compiuti - ne parlavamo ieri, a proposito della legge sull'amministratore di sostegno -, rischiano più di altri di subire vecchie e nuove forme di discriminazione. Si afferma, quindi, che questo nuovo diritto di cittadinanza non può essere precluso proprio a coloro per i quali, al contrario, le nuove tecnologie rappresentano la premessa - e la promessa - più densa di opportunità.
Internet è in grado di abbattere molte barriere, può arrivare a casa di ciascuno ponendolo in relazione con il mondo, modifica addirittura la nozione di lontananza e di durata, ridefinisce i tempi e gli spazi della nostra vita; inoltre, con i necessari ausili (hardware e software), può anche scavalcare alcune barriere sensoriali. Ricordo - lo abbiamo sentito nelle audizioni - che, in alcuni casi, si è addirittura verificata l'efficacia terapeutica di questi strumenti, in particolare per alcune forme di patologie autistiche.
Inoltre, nel nostro tempo, che è stato definito l'era dell'accesso, la possibilità di fruire delle informazioni e dei servizi distribuiti dalla rete delle reti è un nuovo discrimine per l'emancipazione sociale (il passaporto per l'esclusione - è stato chiamato così -, per l'occupabilità, per l'autonomia, per la stessa libertà delle persone). E, con questo discrimine, si possono determinare nuove forme di diseguaglianza o, al contrario, si possono fondare nuove opportunità di integrazione e di inclusione, quindi nuove opportunità di equità.
Allora, occorre guardare a queste tecnologie come ad azioni positive per i cittadini disabili. Da una parte per rendere pienamente esigibile il diritto di accesso alla pubblica amministrazione e all'intero sistema dei servizi ai cittadini e alle persone e, dall'altra, per facilitare ed accelerare il complessivo processo di integrazione - mi piace sottolineare la parola «integrazione» - sociale, lavorativa, culturale.
A partire dal piano sull'e-government del ministro Bassanini, molte amministrazioni pubbliche, soprattutto - signor ministro - a livello locale e territoriale (penso all'opera meritoria dei comuni che, nel recente convegno di Cernobbio, hanno fatto guadagnare al nostro paese un posto un po' più lusinghiero del passato nella graduatoria dell'e-government a livello europeo), hanno investito nell'implementazione dei propri sistemi per informatizzare le procedure e i servizi, per ottimizzare le risorse e per avvicinare gli uffici ai cittadini.
Già oggi la rete dei siti e dei portali della pubblica amministrazione costituisce strumento di informazione, di dialogo, di scambio interattivo, di lavoro e anche di fruizione di servizi; penso a tutti i servizi di prenotazione, di pagamento on line, l'e-learning, il telelavoro. Insomma, il rapido sviluppo delle tecnologie consente di immaginare scenari inediti. Pensiamo, ad esempio, alla tutela della salute che si avvantaggerà sempre di più dei servizi di telemedicina nonché a nuove forme di partecipazione democratica - la cosiddetta e-democracy - e di esercizio dei diritti politici.
Insomma, si tratta di uno scenario europeo - tracciato dal Consiglio di Lisbona del 2002 - di cui ci sentiamo non solo partecipi, ma anche protagonisti, grazie al lavoro svolto dai Governi dell'Ulivo e grazie anche al nostro impegno di opposizione in questa legislatura.
Tutto ciò è previsto nel presente articolo 1, sul quale esprimeremo con grande convinzione un voto favorevole. Lo consideriamo infatti un traguardo di civiltà, a cui non mancheremo tuttavia di richiamare il Governo. In particolare, vigileremo sull'applicazione di questo provvedimento il cui primo appuntamento, entro 90 giorni, è costituito dall'emanazione del regolamento che vedrà coinvolte le Commissioni parlamentari. Ma vigileremo anche sull'applicazione dei diritti all'accessibilità per tutti nell'ambito di tutti gli altri provvedimenti del Governo.
Signor ministro, riteniamo che affinché un principio passi davvero ed entri nel sentire comune - che poi costituisce la migliore garanzia per applicare tale principio nella vita concreta -, sia necessario accompagnarlo con impegni precisi. Abbiamo svolto questo lavoro attraverso la presentazione degli emendamenti in Commissione e continueremo a farlo, in quanto non è solo con le buone parole che si riesce a fare entrare nel costume dei cittadini di un paese questi nuovi diritti così importanti sanciti in questo articolo (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Jannone. Ne ha facoltà.
GIORGIO JANNONE. Signor Presidente, il testo unificato in esame comprende una proposta di legge di cui sono primo firmatario. È per questo che, in questa sede, vorrei ringraziare - sia a titolo personale sia a nome del gruppo di Forza Italia - la Commissione trasporti e tutti i colleghi che hanno assiduamente lavorato per svolgere un lavoro eccellente.
Un lavoro che, tra l'altro, porta il nostro ad essere il secondo in Europa e tra i primi nel mondo a legiferare in questo ambito. Circa tre milioni di cittadini italiani sono portatori di disabilità; fra questi, circa mezzo milione sono impossibilitati ad uscire di casa.
Per questi motivi, Internet e le nuove tecnologie rappresentano un'occasione importante di contatto biunivoco fra tali persone e la pubblica amministrazione. Lo Stato dà a questo notevole numero di cittadini uno strumento per usufruire di molti servizi, ma la comunità, a sua volta, riceve da tutte queste persone una ricchezza immensa fatta di cultura, di forza, di energia altrimenti inespresse.
Per questo, quindi, ancora una volta ringrazio la Commissione e l'Assemblea, che porterà a termine un lavoro eccellente, che è partito da un'idea che oggi si concretizza (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono naturalmente rispettoso del dibattito che è ampio e della grande partecipazione. Vorrei tuttavia farvi notare che c'è il rischio che, alla fine di tutte queste dichiarazioni, si abbiano difficoltà a votare il provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, accolgo il suo invito e mi limito a sottolineare l'importanza fondamentale, direi anche strategica, dell'articolo in esame, che riguarda gli obiettivi e le finalità della legge che ci accingiamo, spero, ad approvare in tempi rapidi, per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici. Come ha precedentemente ricordato la collega Magnolfi, viene sancito una sorta di nuovo diritto di cittadinanza, a partire dalle finalità del provvedimento, e viene introdotta una nuova, maggiore e significativa tutela dell'interesse debole, così come si fece qualche legislatura fa con l'abolizione delle barriere architettoniche.
Tutto ciò è finalizzato a consentire ai soggetti disabili l'accesso a Internet, doveroso per adeguarci alle nuove tecnologie che hanno rivoluzionato la vita civile e sociale del nostro paese negli ultimi anni. È per tali motivi che ci siamo adoperati in Commissione, e ci stiamo adoperando in Assemblea, per trovare il massimo consenso possibile su un tema che non deve passare inosservato per il fatto che siamo alla fine della mattinata, ma che deve essere sottoposto alla costante attenzione dei colleghi, ma anche della società civile e dei soggetti interessati, nonché alla costante attenzione da parte del Governo, che dovrà applicare la legge in maniera rigorosa.
Ritengo che proprio la tecnologia che viene evocata nel provvedimento e nelle finalità richiamate all'articolo 1 possa dare un contributo affinché i soggetti disabili possano sentirsi effettivamente uguali agli altri, non solo dal punto di vista dei diritti - per questo motivo ho citato il diritto di cittadinanza - ma anche dal punto di vista della partecipazione attiva alla crescita economica e sociale del sistema. Pertanto, esprimeremo voto favorevole sull'articolo 1, che è l'articolo basilare da cui traggono origine tutti gli altri articoli del provvedimento.
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 378
Astenuti 1
Maggioranza 190
Hanno votato sì 378).
Prendo atto che gli onorevoli Perrotta, Santori e Milioto non sono riusciti a votare.
(Esame dell'articolo 2 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo alla votazione dell'articolo 2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Folena. Ne ha facoltà.
PIETRO FOLENA. Signor Presidente, è stato detto poco fa del valore rilevante del provvedimento in esame e anche del fatto che per la prima volta su questi temi si registra nell'attuale legislatura una convergenza così larga, di cui occorre dare atto ai colleghi di tutti i gruppi.
Fin dall'inizio, ho sottoscritto - pur avendo riserve tecniche su taluni aspetti - la proposta di legge Campa-Palmieri e successivamente quella presentata dall'onorevole Grazia Labate, che ha rivestito una notevole importanza nella costruzione del testo che ha visto il concorso di tutti i gruppi.
Vorrei dire che, con l'articolo 2, le definizioni di accessibilità e di tecnologie assistive danno concretezza al diritto all'accesso, a quel grande principio civile e democratico che abbiamo appena sancito con l'approvazione dell'articolo 1.
A questo proposito, vorrei fare una brevissima riflessione, perché questo, cari colleghi e caro ministro, è un modo concreto per costruire un'effettiva politica contro quello che abbiamo chiamato il digital divide o che è stato chiamato il digital divide. La rivoluzione digitale offre straordinarie opportunità - qui richiamate, poco fa, dalla collega Magnolfi - anche nel campo dell'assistenza e nel campo medico. So che nei prossimi giorni il ministro della salute dovrà emanare disposizioni a proposito della formazione on line del personale paramedico e medico. Siamo di fronte a possibili, straordinari sviluppi. E, tuttavia, non c'è alcun dubbio che la politica debba vedere le barriere che si frappongono alla possibilità di un accesso effettivo accesso per tutti. Si tratta di grandi barriere di natura economica. C'è un digital divide mondiale. Ci sono grandi barriere di natura sociale o geografica all'interno del nostro paese. E, poi, ci sono barriere particolari. Sicuramente, queste barriere - ne ha parlato il collega Lusetti poco fa - assomigliano molto alle barriere architettoniche che, dal punto di vista urbanistico, ci siamo proposti di superare negli anni passati non per costruire qualcosa che tenga conto delle particolari esigenze dei cittadini disabili, ma per una nuova idea di città che potesse rispondere finalmente ai diritti di tutti, compresi i cittadini disabili.
Ebbene, da questo punto di vista, la realizzazione del principio sancito da questa legge rimanda ad un problema più generale che vorrei sottoporre, in questo passaggio, all'attenzione dei colleghi e del ministro. Non c'è soltanto il problema di favorire l'accesso alle tecnologie da parte dei cittadini disabili. C'è anche il problema di sviluppare i sistemi aperti. E questa è una grandissima questione. Ministro Stanca, so che lei ne ha parlato a più riprese, anche in Parlamento. Abbiamo avuto modo di discutere di questo tema, talvolta in forma anche polemica, rispettosa ma polemica. Il collega Jannone ha ricordato che L'Italia è il secondo paese ad operare una scelta su questo terreno. Dunque, dovremmo essere fra i primi a compiere la scelta dei sistemi aperti, perché anche i sistemi aperti permettono ai cittadini disabili e, in generale, a tutti i cittadini una maggiore partecipazione e un maggiore coinvolgimento. Se l'Italia diventasse la locomotiva del free software, ne ricaveremmo un grande vantaggio per le aziende italiane di software e un grandissimo vantaggio sul piano culturale, perché permetteremmo alle nostre università e ai nostri centri di ricerca di sviluppare moltissimo le loro grandi potenzialità dal punto di vista tecnologico e culturale. Ma avremmo anche un grande potenziale democratico.
La collega Magnolfi ha ricordato il lavoro svolto dal ministro Bassanini nella pubblica amministrazione durante la scorsa legislatura. Ebbene, l'adozione di sistemi aperti e di sistemi di free software all'interno della pubblica amministrazione rappresenta una delle condizioni perché si sviluppi e si allarghi la democrazia. Oggi consentiamo che anche una fascia di cittadini, sin qui esclusa, acceda a queste tecnologie. Tuttavia, sappiamo che questo è un piccolo passaggio di una battaglia democratica più larga, quella contro le posizioni monopolistiche assunte da alcune grandi aziende che si impadroniscono dell'intero software e che ne vorrebbero la brevettabilità. Se ne è discusso al Parlamento europeo nel corso delle scorse settimane e, per fortuna, è stato temperato lo spirito onnivoro che viene da alcuni grandi gruppi. Mi riferisco, per esempio ma non solo, alla Microsoft.
Allora, noi abbiamo bisogno che questa legge venga interpretata come il primo tassello di una battaglia perché sul terreno dell'accesso per tutti a Internet e sul terreno di sistemi più aperti si faccia insieme, al di là delle posizioni politiche, un grande sforzo comune, e la legge finanziaria che si discuterà al Senato sarà l'occasione per verificare se ci sono queste volontà (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato sì 389).
Prendo atto che l'onorevole Zanella non è riuscita a votare.
(Esame dell'articolo 3 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 4).
LUANA ZANELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, intervengo per ritirare il mio emendamento 3.1.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato sì 394).
(Esame dell'articolo 4 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 5).
LUANA ZANELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, intervengo per ritirare i miei emendamenti 4.1 e 4.2, nonché il mio articolo aggiuntivo 4.01.
PRESIDENTE. Sta bene.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sulle restanti proposte emendative.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Il parere è favorevole sulle restanti proposte emendative presentate.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Il parere è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.3 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 402
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato sì 402).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.4, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dire che nell'anno dei disabili la Commissione bilancio ha fatto aggiungere la previsione che tutti i provvedimenti contenuti in questa proposta di legge si muovano nei limiti degli stanziamenti e delle disponibilità. Ora, fa un po' impressione che nell'anno del disabile questo Governo non abbia sentito l'esigenza di mettere neanche un «pezzettino» di risorsa aggiuntiva per dare corso alle iniziative che l'anno del disabile richiede.
Noi prendiamo atto di questa che ci sembra una contraddizione fortissima e diciamo anche che, se per caso nei prossimi anni dovesse continuare questa prassi, questa legge rischia di essere una bellissima dichiarazione di intenzioni, ma mai di diventare una realtà per il paese.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.4 da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 400
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 394
Hanno votato no 6).
Passiamo alla votazione dell'articolo 4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Magnolfi. Ne ha facoltà.
BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor Presidente, voglio solo dire che noi voteremo a favore di questo articolo perché alla fine abbiamo raggiunto una formulazione con il contributo di tutti, che ci fa fare un passo avanti rispetto alle posizioni da cui eravamo partiti, vale a dire la proposta del Governo. Questa era una proposta di legge di moralsuasion, nel senso che tutt'al più era un appello ai buoni sentimenti, una petizione di principi. Con il rafforzamento dei controlli, dei limiti, dei requisiti di nullità e di decadenza dei contratti, con tutto quanto è contenuto in questo articolo - che certo noi avremmo voluto ancora più cogente, ma comunque c'è -, abbiamo trovato un punto di caduta che ci consente di dire che questa proposta di legge non è soltanto un manifesto di propaganda utile per andare nei convegni durante l'anno internazionale dei disabili. Questo è il motivo per cui noi votiamo convintamente a favore di questo articolo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 398
Maggioranza 200
Hanno votato sì 398).
Prendo atto che l'onorevole Nicotra non è riuscito a votare.
(Esame dell'articolo 5 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, il parere è favorevole su tutte le proposte emendative presentate.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Il parere è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Magnolfi 5.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire precedentemente, comunque intervengo per sottolineare l'accessibilità agli strumenti didattici e formativi. Infatti, questo articolo, originariamente, anche nella rubrica, era formulato in maniera diversa.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ALFREDO BIONDI (ore 12,55)
RENZO LUSETTI. Grazie al contributo della Commissione, che ha accolto gli emendamenti dell'opposizione, siamo giunti ad una formulazione che ci consente di parlare anche con riferimento all'articolo 5 di accessibilità degli strumenti didattici e formativi che permette di procedere verso una direzione significativa rispetto alla prosecuzione degli obblighi per l'accessibilità.
Mi rammarico del fatto, anche se queste considerazioni riguardano l'emendamento precedente (ciò, tuttavia, non pregiudica l'espressione del nostro voto favorevole nei confronti dell'emendamento in esame, dell'articolo e del provvedimento) che il Governo abbia posto un limite rispetto alla questione finanziaria quando ha fatto riferimento all'ambito di disponibilità di bilancio. Mi appello al ministro Stanca perché, a sua volta, faccia appello al suo collega ministro dell'economia affinché, di fronte ai temi che riguardano i soggetti disabili (considerato anche che siamo nell'anno europeo dei disabili) vi sia un impegno forte e che non vi siano limiti di spesa nei confronti dei disabili.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, modificando il parere precedentemente espresso, preciso che il parere della Commissione è favorevole sugli emendamenti, a condizione che l'articolo 5 risulti così modificato: al comma 1, dopo la parola: «promuovono», aggiungere le seguenti parole: «nell'ambito della propria attività istituzionale».
L'emendamento Magnolfi 5.1 risulta, pertanto, modificato in tal senso, con riferimento all'emendamento 5.2 della Commissione, la condizione è che la fornitura dei libri delle biblioteche scolastiche sia nell'ambito delle disponibilità di bilancio.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, il Governo concorda con il relatore.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendiamo atto di questo ravvedimento attuoso, come si dice in diritto penale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Magnolfi 5.1, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 390
Maggioranza 196
Hanno votato sì 390).
Prendo atto che gli onorevoli Nicotra e Buontempo non sono riusciti a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.2 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 386
Votanti 384
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato sì 384).
Colleghi, vi è stato un errore. L'emendamento 5.2 della Commissione, appena votato, nonché l'emendamento 5.3, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento, risulterebbero assorbiti dalla votazione dell'emendamento Magnolfi 5.1, nel testo modificato.
Pertanto, se non vi sono obiezioni, annullo la votazione dell'emendamento 5.2 della Commissione. Non si procederà, inoltre, alla votazione dell'emendamento 5.3 e nemmeno dell'articolo 5, poiché l'emendamento Magnolfi 5.1, nel testo riformulato, è sostitutivo dell'articolo 5.
(Esame dell'articolo 6 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 7).
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, ritiro l'emendamento 6.1 che reca la mia firma.
PRESIDENTE. Sta bene.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, ritiro anche io l'emendamento 6.2 che reca la mia prima firma.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 398
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato sì 398).
(Esame dell'articolo 7 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 8).
Avverto che gli emendamenti Zanella 7.1 e 7.2 sono ritirati.
Passiamo alla votazione dell'articolo 7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Magnolfi. Ne ha facoltà.
BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei soltanto rivolgere una domanda dal momento che in questo articolo, fra i compiti amministrativi, a mio avviso, risulta mancante la scadenza dei termini, ovvero dei 90 giorni per quanto riguarda i regolamenti e dei centoventi giorni per quanto attiene al decreto, i quali risulterebbero «saltati». Mi dicono che riguarda gli articoli successivi e che vi è un altro emendamento; in tal caso, va bene e ritiro la domanda.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 382
Hanno votato no 1).
(Esame dell'articolo 8 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e dell'unica proposta emendativa presentata (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere parere della Commissione.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, il parere della Commissione è favorevole sull'emendamento 8.1, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Il Governo esprime parere conforme.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.1 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento) accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 385
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato sì 385).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato sì 385).
(Esame dell'articolo 9 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 (vedi l'allegato A - A.C.232 sezione 10).
Nessuno chiedendo di parlare e non essendo state presentate proposte emendative, passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 394
Maggioranza 198
Hanno votato sì 394).
(Esame dell'articolo 10 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 10 (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 11) e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata.
Nessuno chiedendo di parlare, invito al relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, il parere della commissione è favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Il parere del Governo è conforme.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.1 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 386
Maggioranza 194
Hanno votato sì 386).
Prendo atto che l'onorevole Scaltritti non è riuscito a votare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 392
Maggioranza 197
Hanno votato sì 392).
Prendo atto che l'onorevole Scaltritti non è riuscito a votare.
(Esame dell'articolo 11 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 e dell'unica proposta emendativa ad esso presentata (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 12).
RENZO LUSETTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, ritiro l'emendamento 11.1 a mia firma.
PRESIDENTE. Sta bene. Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, il parere della Commissione è favorevole sul suo emendamento 11.3; conseguentemente risulterà assorbito l'emendamento Zanella 11.2.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, il parere è conforme.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 11.3 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato sì 393).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 391
Maggioranza 196
Hanno votato sì 391).
(Esame dell'articolo 12 - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 13).
Passiamo alla votazione dell'articolo 12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Magnolfi. Ne ha facoltà.
BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un provvedimento europeo perché si situa nel punto di incontro fra due obiettivi fondamentali dell'Unione europea: il primo è costituito dall'integrazione dei soggetti disabili ed il secondo concerne lo sviluppo dell'informatica e della telematica nella pubblica amministrazione. Credo, se si vuole fare cosa utile, che tutto ciò che facciamo in questo campo debba essere improntato al coordinamento e alla compatibilità degli standard, nonché all'interoperabilità nell'ottica della società della conoscenza europea e quindi dello spazio comune dei contenuti.
Non c'è da inventare quasi niente se non il lavoro fatto dal consorzio W3C, riconosciuto dall'Unione europea e del quale fa parte peraltro il Governo italiano, che ha emanato le linee guida per l'accessibilità ed è impegnato ad aggiornarle costantemente, come abbiamo sentito nel corso della audizione in Commissione.
Allora, se il Governo nel dettare entro 90 giorni il regolamento ed entro centoventi giorni il decreto, si allontanasse da queste linee guida (questa è la nostra preoccupazione), potremmo rischiare di farci isolare nell'ambito della comunità internazionale e di ostacolare quindi la possibilità di avere standard comuni per tutti i cittadini europei, nonché le indicazioni coerenti nei riguardi di tutti gli operatori costruttori di software dello spazio europeo.
Per questa ragione, noi avevamo presentato in Commissione un emendamento che citasse esplicitamente il richiamo al W3C e all'adeguamento delle linee guida del W3C. È vero che si tratta di un consorzio privato; infatti abbiamo convenuto, con il ministro e con i colleghi della maggioranza, di ritirare il nostro emendamento, anche se sottolineo che si tratta di un organismo riconosciuto dall'Unione europea, di cui il nostro Governo fa parte.
Tuttavia, la scelta di determinare un'accessibilità «diversa», che sia solo nostra, ad esempio con un bollino blu per le nostre imprese diverso da quello di tutti gli altri paesi europei - che quindi non sia riconosciuto in tutta Europa -, sarebbe una scelta non vincente. Noi, alla fine, abbiamo accettato di non mettere questo richiamo nel testo della legge e voteremo questo articolo così com'è, perché riconosciamo in linea di principio l'autonomia del nostro Governo e del nostro paese, ma consegniamo ad un apposito ordine del giorno, che poi voteremo, questa preoccupazione che è aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a questo articolo ed invitiamo i colleghi della maggioranza, se concordano con questa linea, a votarlo insieme a noi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, vorrei sottolineare l'importanza di questo osservatorio per le ragioni che ha poc'anzi enunciato la collega Magnolfi e dire che su questo tema noi abbiamo ritirato altri emendamenti, anche se avremmo potuto eccepire che, ad esempio, sul W3C vi era una sorta di interesse europeo o mondiale. Tuttavia, mi pare che realizzare l'idea di un osservatorio per l'accessibilità alle risorse informatiche e ai servizi di pubblica utilità telematici e multimediali da parte dei disabili sia una sorta di dovere per il Governo, il quale deve intervenire nei confronti dei soggetti disabili. Se su questo tema vi fosse una disponibilità da parte del Governo ad accogliere l'ordine del giorno in cui eventualmente verrebbe trasfuso il contenuto di questo articolo aggiuntivo, questa potrebbe essere una soluzione che consentirebbe al Governo di fare un lavoro positivo, soprattutto sul tema di un osservatorio così importante, quale è quello previsto dall'articolo aggiuntivo Magnolfi 12.01.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 371
Maggioranza 186
Hanno votato sì 369
Hanno votato no 2).
Invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sugli articoli aggiuntivi Magnolfi 12.01 e 12.02.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. La Commissione invita i presentatori al ritiro, altrimenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Il Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro formulato dal relatore.
GRAZIA LABATE. Signor Presidente, vorrei dire al relatore e al ministro che, se il Governo accoglierà il nostro ordine del giorno n. 9/232/2, noi ritiriamo i nostri articoli aggiuntivi.
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Cerchiamo di essere veloci e chiari. Mi sembra di aver capito che sono stati presentati due ordini del giorno, di cui uno - l'ordine del giorno Panattoni n. 9/232/1 - riguarda l'osservatorio. Il Governo è disponibile ad accettare tale ordine del giorno, in cui si impegna il Governo a riportare annualmente i risultati del monitoraggio dell'attuazione della presente legge.
Per quanto attiene all'ordine del giorno Magnolfi n. 9/232/2, mi sembra di aver capito che esso riguarda gli standard internazionali.
L'articolo 12 vincola il Governo alla scelta degli standard internazionali, europei e via dicendo, però, non si può introdurre oggi in una legge dello Stato italiano uno standard tecnico che potrebbe anche essere cambiato domani mattina, perché la legge deve essere indipendente dalle tecnologie. Diciamo, quindi, che seguiremo gli standard internazionali mano a mano che evolveranno.
PRESIDENTE. Preso atto di ciò, chiedo ai presentatori se accedano all'invito al ritiro degli articoli aggiuntivi Magnolfi 12.01 e 12.02.
GRAZIA LABATE. Sì, signor Presidente, li ritiriamo.
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 232 sezione 14).
Qual è il parere del Governo?
LUCIO STANCA, Ministro per l'innovazione e le tecnologie. Signor Presidente, per quanto riguarda gli ordini del giorno presentati, ho già dichiarato di essere d'accordo sulla richiesta di riferire i risultati del monitoraggio. Non sono, invece, d'accordo con l'ordine del giorno concernente l'uniformità degli standard internazionali, perché già l'articolo 12 indica ciò
Il Governo, dunque, accetta l'ordine del giorno Panattoni n. 9/232/1 e non accetta l'ordine del giorno Magnolfi n. 9/232/2.
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori non insistono per la votazione dell'ordine del giorno Panattoni n. 9/232/1, accettato dal Governo.
Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Magnolfi n. 9/232/2, non accettato dal Governo.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, vorrei svolgere un breve intervento in merito all'ordine del giorno Magnolfi n. 9/232/2.
Concordo con il ministro che non si può inserire nel testo di legge uno standard specifico relativo ad una struttura privata. Tuttavia, vorrei far osservare che la stessa è l'unica struttura oggi riconosciuta dall'Unione europea come standard di riferimento.
Un ordine del giorno che impegni il Governo a seguire standard che oggi sono ritenuti di riferimento internazionale, le loro evoluzioni o le loro sostituzioni nel momento in cui l'Unione europea desidererà di fissare standard internazionali, non rappresenta per il Governo un vincolo a compiere un'operazione di parte. Si tratta, semplicemente, di un impegno a seguire quelli che, oggi, in sede europea, sono unanimemente riconosciuti standard internazionale di riferimento.
Mi sembra che l'accettazione di questo ordine del giorno rappresenterebbe anche il formale riconoscimento che in Europa è stata fatta molta strada sulla definizione degli standard di accessibilità, che esistono normative di riferimento (quindi, non lavoriamo nel vuoto) e che assumerle come riferimento per la costruzione di standard di accessibilità italiani è un passo avanti, non una limitazione dell'attività di questo Governo, fermo restando che, come viene stabilito nel provvedimento e senza inserire nel testo il W3C, la legge stabilisce che il Governo si impegna a seguire e a tenere aggiornati gli standard italiani in rapporto all'evoluzione, sia del mondo della tecnologia sia del mondo degli standard.
Chiederei, dunque, al ministro di compiere una riflessione su ciò e di accettare questo ordine del giorno, non come espressione di adesione ad uno standard che, oggi, di fatto, è espresso da quella organizzazione, ma come adesione di principio ad uno standard di riferimento comune in tutta Europa.
Vorrei richiamare in questa sede il problema dell'interoperabilità. Stiamo molto attenti che gli standard italiani coincidano con quelli europei. Il motivo è semplicissimo. È evidente che quello di Internet non è un mondo nazionale e che, quindi, è necessario che gli standard siano standard internazionali. Ne esiste uno di riferimento e non riesco a comprendere perché, non nella legge ma nell'ordine del giorno, non si accetti un riferimento che aggiunge valore, non toglie o limita l'azione del Governo, aggiunge particolare attenzione ad uno standard che, oggi, tutti riconoscono come standard di riferimento.
Prego, quindi, il Governo di riconsiderare l'opportunità di far compiere un ulteriore passo avanti a questo provvedimento e di recepire quello che noi riteniamo essere un valore particolarmente rilevante.
PRESIDENTE. Onorevole Panattoni, non so se il Governo voglia tenere conto di queste osservazioni che sono un po' a futura memoria, nel senso che hanno un'evoluzione.
Prendo atto che il ministro Stanca rimane dello stesso avviso sull'ordine del giorno Magnolfi in n. 9/232/2.
I presentatori insistono, quindi, per la votazione?
GRAZIA LABATE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Magnolfi n. 9/232/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 357
Votanti 356
Astenuti 1
Maggioranza 179
Hanno votato sì 164
Hanno votato no 192).
Prendo atto che l'onorevole Scaltritti non è riuscito a votare.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.
(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 232).
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Campa. Ne ha facoltà.
CESARE CAMPA. Signor Presidente, voglio assecondare la richiesta di non frapporre ostacolo all'approvazione del provvedimento, così come diceva anche il Presidente Casini. Sono contento di poter fare questa dichiarazione di voto a nome del gruppo di Forza Italia nei confronti di una legge adeguata e attuabile che, finalmente, pone un punto di partenza. Come diceva già ieri, nel corso della discussione sulle linee generali, il collega Palmieri - che ringrazio, unitamente al collega Ricciotti, al ministro Stanca ed ai colleghi tutti che hanno voluto l'approvazione di questo provvedimento -, anch'io sono particolarmente felice perché una delle proposte porta la mia firma. Credo sia importante, ora, non perdere tempo e passare al Senato per l'approvazione entro l'anno.
Nel preannunciare il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia, chiedo l'autorizzazione alla pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna di alcune considerazioni integrative di questa dichiarazione di voto (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza sulla base dei consueti criteri.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Labate. Ne ha facoltà.
GRAZIA LABATE. Signor Presidente, signor ministro, colleghi, i Democratici di sinistra esprimeranno un voto favorevole su questo provvedimento. Ieri sera, alcuni colleghi hanno già ricordato, in sede di discussione sulle linee generali, che questo Parlamento non si esprimerà, oggi, soltanto su una singola proposta di legge presentata da un gruppo o dal Governo: questo testo è il frutto di un lavoro, svoltosi nella IX Commissione, che ha visto tutti i gruppi ed il Governo confrontarsi nel merito. Però, colleghi, vorrei proporre una breve riflessione e vorrei invitare tutti voi a seguirmi.
Il 2003 è stato proclamato dall'Unione europea anno internazionale dell'handicap. Questo Parlamento ha lavorato nelle singole Commissioni e noi, nel giro di ventiquattr'ore, tra ieri ed oggi, abbiamo approvato e stiamo per approvare, in questo ramo del Parlamento, gli unici due provvedimenti innovativi su questo tema: ieri, l'amministratore di sostegno; oggi, l'eliminazione delle barriere infotelematiche per le persone recanti disabilità!
Avremmo voluto che questo Parlamento si occupasse anche di altre questioni; e vorremmo far riflettere i colleghi sul fatto che, pur facendoci carico delle compatibilità generali del bilancio dello Stato - mi rivolgo al ministro Stanca -, avremmo voluto che il disegno di legge finanziaria, che già un ramo del Parlamento discute e che questa Camera discuterà, contenesse, a favore delle persone diversamente abili, non solo provvedimenti innovativi, ma anche le necessarie risorse!
I colleghi hanno già rilevato quanto questo provvedimento affronti in termini innovativi il diritto all'accesso, da parte delle persone portatrici di handicap, verso il mondo dell'informatica e della conoscenza globale. Forse perché si tratta dell'ultimo testo al nostro esame stamane e dell'ultimo discusso ieri sera, con molte assenze, i colleghi non si rendono conto che con esso diamo a due milioni e mezzo di persone disabili di diverse fasce di età la possibilità di accedere - con questa opportunità - sia al campo del lavoro sia alla formazione sia ai servizi forniti dalla pubblica amministrazione e di godere, in tal modo, della parità di diritti con tutti gli altri cittadini.
Certo, avremmo voluto di più. Come ha detto il collega Panattoni e come voglio sottolineare nuovamente, ma non per infilare il coltello nella piaga, avremmo voluto che questo provvedimento contenesse un adeguato finanziamento di risorse ad hoc. Il ministro ci ha assicurato che, nell'ambito delle disponibilità del suo bilancio, farà di tutto perché la legge diventi operativa. Signor ministro, chiudo affermando che la soddisfazione ottenuta con questo strumento unitario non può, all'inizio del 2004, doversi scontrare con la disillusione che esso non sia applicabile nella pubblica amministrazione e nel settore privato.
Allora, ministro, noi vigileremo. A partire dal 2004, con le nostre azioni di sindacato ispettivo e di controllo, con lo strumento nazionale di controllo e con il rapporto che ella dovrà fare, con il supporto delle associazioni dell'handicap, al Parlamento per l'applicazione di questa legge, noi vigileremo per valutare se effettivamente la legge avrà cominciato a dare i propri frutti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zanella. Ne ha facoltà.
LUANA ZANELLA. Signor Presidente, gentili colleghi, poche parole - non consegnerò l'intervento - per dire, come il collega Panattoni - lo affermava ieri - , che questo è un provvedimento che guarda davvero in avanti, ad una società che, grazie a strumenti e tecnologie sempre più avanzate e raffinate, può davvero progredire in umanità, diventare davvero più ricca, finalmente non soltanto dal punto di vista delle quantità.
Il 2003, abbiamo detto, è l'anno dedicato ai disabili e noi qui in aula lo celebriamo con un provvedimento che mi auguro non sarà isolato. Abbiamo approvato ieri la proposta di legge di istituzione dell'amministrazione di sostegno, lunedì in aula inizierà la discussione sul fondo per la non autosufficienza, e io credo che sia così che si risponde, in modo concreto e possibilmente concorde, alle aspettative, alle domande precise e alle richieste che provengono dal mondo che guarda alla integrazione e alla promozione dei soggetti portatori di disabilità come a un'occasione anche per la società nel suo insieme di avvantaggiarsi della piena partecipazione e dell'inserimento di quei cittadini e di quelle cittadine per la piena attuazione dei loro diritti, ma anche delle loro responsabilità nella vita economica, sociale, politica e culturale del paese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che il tema che stiamo affrontando dei soggetti disabili meriti una particolare attenzione da parte di tutti quanti, anche se sono le ore 13,30 di giovedì. Voi sapete che sono sempre molto, molto breve.
MASSIMO POLLEDRI. Spiritoso!
RENZO LUSETTI. Grazie. Non ci prendiamo in giro; noi abbiamo utilizzato il 2003, l'anno europeo dei disabili, per approvare un importante provvedimento; inoltre, in un momento in cui lo scontro politico è anche molto acceso, approvare una legge all'unanimità, come ci apprestiamo a fare - mi auguro -, ha un importante significato politico verso la società civile e verso l'interesse di coloro che non hanno o che hanno handicap o difficoltà particolari. Sottolineo il fatto che tutte le forze politiche presenti in Parlamento non possono che essere impegnate verso questo obiettivo di ridurre il disagio ed il divario che esiste nei confronti di coloro i quali vivono forti disagi, che ne limitano le potenzialità espressive e di vita sociale. Io pongo l'accento, sarò rapidissimo, sulla necessità di favorirli, anche eliminando - io trovo giusta, corretta e appropriata l'espressione della collega Labate - le barriere infotelematiche nei confronti dei soggetti disabili. Credo sia importantissimo dare la possibilità ai soggetti disabili di essere inseriti nel migliore dei modi nell'attività lavorativa.
Solo due osservazioni, signor ministro. Le dico da parte dell'opposizione che noi vigileremo sull'applicazione di questo provvedimento, utilizzando tutti gli strumenti di sindacato ispettivo o altri strumenti che il regolamento della Camera e del Senato ci consentono, perché è un modo per controllare l'effettiva applicazione di una legge importantissima per i soggetti disabili.
Un'ultima osservazione. Attenzione a fare una politica seria di incremento delle risorse finanziarie per favorire i diritti dei soggetti disabili soprattutto nei confronti dell'utilizzo di strumenti informatici adeguati che altrimenti rischiano di emarginare i soggetti disabili stessi (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto sul complesso del provvedimento.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLO RICCIOTTI, Relatore. Signor Presidente, intervengo soltanto per esprimere un ringraziamento a tutto il Parlamento che ha dato la possibilità di sperare a due milioni e mezzo di persone. Un grazie all'opposizione e alla maggioranza che hanno concordato con il Governo un testo unificato di progetti di legge realmente innovativo per il nostro paese (Applausi).
PRESIDENTE. Onorevole Ricciotti, l'applauso corona questo suo sforzo di sintesi.
(Coordinamento - A.C. 232)
PRESIDENTE. Prima di passare alla votazione finale, chiedo che la Presidenza sia autorizzata a procedere al coordinamento formale del testo approvato.
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
(Così rimane stabilito).
(Votazione finale e approvazione - A.C. 232)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul testo unificato dei progetti di legge nn. 232-494-2950-3486-3713-3845-3846-3862-3978, di cui si è testé concluso l'esame.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici) (232-494-2950-3486-3713-3845-3846-3862-3978)
(Presenti e Votanti 306
Maggioranza 154
Hanno votato sì 306
Sono in missione 78 deputati)