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Testo integrale della dichiarazione di voto finale del deputato Cesare Campa sul testo di legge unificato

Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 374 del 16/10/2003

 

CESARE CAMPA. Onorevoli colleghi, mai come in questa occasione ho sentito alta la responsabilità di tutelare i principi costituzionali di uguaglianza e quelli morali legati al rispetto dei diritti civili e dei doveri sociali. La legge che ci accingiamo ad approvare rappresenta un impegno efficace per impedire che il vasto popolo dei diversamente abili subisca dalla rivoluzione informatica una nuova crudele emarginazione, che si sovrapponga a quella che già soffrono per sfortunate ragioni fisiologiche e per deprecabile limitata sensibilità sociale. I recenti sviluppi dell'informatica e soprattutto di Internet stanno rendendo impossibile l'accesso all'informazione da parte di chi è afflitto da minorazioni fisiche. Lo sviluppo dell'informatica, che ha dato vita alla cosiddetta «nuova economia», ha assunto un ruolo centrale nell'ambito della comunicazione e del sapere, contribuendo a plasmare l'evoluzione della cultura e i rapporti interpersonali, al punto che si parla di una sorta di analfabetismo di ritorno per le generazioni che non riescono a metabolizzare gli strumenti e l'uso dell'informatica.

Se la società dovesse rimanere insensibile all'esigenza di permettere alle persone con disabilità di accedere agli strumenti dell'informatica e soprattutto di Internet, si creerebbe uno stato di gravissima diseguaglianza, rilevante anche costituzionalmente, perché impedirebbe di raggiungere le sorgenti di informazione, mortificando un diritto che deve essere assolutamente garantito a tutti i cittadini. Le persone con disabilità stanno infatti subendo l'intollerabile ingiustizia di trovarsi impediti da nuove barriere reali e non, come si è detto, virtuali, nel tentativo di fruire degli indispensabili mezzi di comunicazione telematica.

Ora perfino le pubbliche amministrazioni, nelle loro pagine Web, non rispettano i criteri più elementari di accessibilità, ignorando che esistono invece tecnologie che consentirebbero di superare le difficoltà che certi cittadini diversamente abili incontrano nell'uso del computer. Questa legge appare importante anche perché diffonderà la convinzione che allargare la possibilità di accesso all'informazione e al sapere non è soltanto, anche se importante, atto di civiltà, ma soprattutto arricchisce gli strumenti di divulgazione e quindi l'efficacia dell'informazione.

Nel momento in cui ci accingiamo, onorevoli colleghi, a votare questa legge, non rendiamo solamente giustizia ad un diritto usurpato ad una categoria di individui sfortunati, ma ci rivolgiamo anche alla più vasta schiera di cittadini che pur non essendo invalidi, vivono le difficoltà della tarda età o di malattie. Ecco perché questa iniziativa, attraverso la rappresentanza garantita dal mandato parlamentare, deve essere voluta da tutti per il fatto che è rivolta a tutti. Un'iniziativa che non soddisfa solo i doveri verso la solidarietà, ma che richiama l'irrinunciabile esigenza di una società che, nel complesso impegno della sua evoluzione, non può rinunciare ad una parte di se stessa. Così accadrebbe, infatti, se dei cittadini fossero ghetizzati perché impediti ad accedere all'informazione e quindi al dialogo e al contributo dello sviluppo della democrazia.

Questa linea, tra l'altro, è perfettamente coerente con i riferimenti ai cittadini diversamente abili contenuti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che all'articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata in particolare sulla disabilità e all'articolo 26 riconosce espressamente i diritti dei cittadini diversamente abili e la necessità di garantire la loro autonomia, la loro integrazione sociale e professionale nonché la partecipazione alla vita della comunità. La disabilità è, dunque, una questione di diritti dell'uomo e chi ne è stato colpito ha diritto di essere messo dalla società nella condizione di vivere in modo autonomo e di operare le proprie scelte, contribuendo come tutti gli altri cittadini allo sviluppo economico e civile.

Il digital divide, causato dalle barriere d'accesso della tecnologia dell'informazione, rappresenta una vera e propria barriera culturale perché un numero sempre più elevato di dati e di informazioni è raggiungibile per via elettronica. In questa maniera, l'accesso ad Internet diviene un'esigenza di vita e di libertà.

Si tratta, per di più, di attuare una necessaria complementarietà tra le politiche comunitarie. A livello europeo, l'approccio inteso a garantire l'accessibilità delle informazioni su Internet è contenuto nel piano d'azione della commissione «eEurope 2002 - Una società dell'informazione per tutti» elaborato al Consiglio europeo di Santa Maria da Feira del 12-20 giugno 2000. Il piano d'azione - nel quadro dell'obiettivo 2c - prevede una serie di misure per promuovere la partecipazione di tutti all'economia della conoscenza e sottolinea che i siti Web delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri e delle istituzioni europee, con i relativi contenuti, devono essere impostati in maniera tale da consentire ai cittadini diversamente abili di accedere alle informazioni e di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal sistema di amministrazione online.

Il 2003 è stato indicato come l'anno europeo dei disabili e sarà fondamentale per il successo l'impegno profuso dagli Stati membri. È un'occasione unica per far avanzare il programma di lavoro sulla disabilità e questa legge, con la quale i cittadini diversamente abili e coloro che soffrono difficoltà potranno finalmente considerarsi membri attivi della società ed essere così partecipi a tutti gli effetti, vuole essere un aiuto concreto per raggiungere questo obiettivo di giustizia sociale e di crescita civile e democratica.

Dovrà essere dato, a tal fine, particolare rilievo all'articolo 5 della legge che prevede l'accessibilità degli strumenti didattici e informativi. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e la Presidenza del Consiglio dei ministri dovranno promuovere iniziative e progetti per assicurare l'accessibilità e la fruibilità degli strumenti didattici e formativi da parte degli studenti disabili, attraverso l'uso dell'informatica, anche avvalendosi di istituti e altre strutture pubbliche.

Nel dichiarare il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia, confermo l'impegno nel perseguire in futuro un'azione capace di reperire le risorse necessarie per sviluppare questo programma e rendere la legge attuabile a tutti i livelli. Gli interventi dovranno mirare ad abbattere i costi d'acquisto dei computer, la defiscalizzazione per le aziende di parte degli investimenti operati per rendere accessibili i loro siti e la loro azienda anche ai lavoratori con disabilità ed ogni altro intervento per favorire e promuovere pari opportunità per tutti i cittadini.

Concludendo, ribadisco che stiamo approvando una legge adeguata e attuabile, che è un punto di partenza molto buono, utile per attivare un processo virtuoso che porti a migliorare i servizi online della pubblica amministrazione, rendendoli accessibili a tutti i cittadini con disabilità.

Questa è una legge, come è stato già detto ieri nella discussione sulle linee generali dal collega Antonio Palmieri, che ringrazio per l'ottimo lavoro svolto, buona, giusta e utile. È buona perché interviene per alleviare i disagi e per contribuire a migliorare la qualità della vita di tanti nostri concittadini. È giusta perché sancisce il rispetto di un antico ma imprescindibile diritto costituzionale e di civiltà nel nuovo contesto determinato dalle tecnologie informatiche. È utile per due motivi: per i cittadini con disabilità, che potranno usufruire pienamente dei servizi, delle informazioni e della conoscenza che è possibile acquisire tramite i siti Internet della pubblica amministrazione, ma anche per tutti noi, perché l'accessibilità è di beneficio per tutti coloro che fruiscono di Internet, in quanto rende i siti più semplici da consultare.

Ringrazio il ministro Stanca, il relatore Ricciotti e i colleghi per il lavoro che assieme abbiamo fatto per arrivare ad un testo che fosse «una legge di tutti per tutti». Ora ci auguriamo una rapida e definitiva approvazione da parte del Senato.



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