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Presentazioni

Viviamo in una società basata sulla conoscenza in cui l’informazione ha assunto un’importanza centrale. La nostra economia dipende sempre più da fattori “intangibili”, come i servizi, piuttosto che dalla produzione industriale in senso stretto. Sono i contenuti informativi che realizzano il maggior valore economico: una risorsa che, attraverso le tecnologie digitali ed Internet, può essere resa disponibile a tutti in tempo reale, per una durata illimitata ed a un costo spesso irrilevante.

Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione costituiscono sempre più il mezzo per scambiare, conservare e creare l’informazione: esse hanno un indiscusso valore economico e sono una determinante della produttività, quindi del processo di creazione e di distribuzione della ricchezza. Il loro contributo non si limita, tuttavia, a questi importanti aspetti, ma si estende anche alla dimensione sociale connessa alle prospettive di una Società dell’Informazione basata sulla conoscenza, sulla qualità della vita, su una maggiore coesione e partecipazione. Chi viene escluso dall’utilizzo di queste tecnologie nella loro capacità di promuovere, ad esempio, le attività di apprendimento, di lavoro o di impiego del tempo libero, subisce un’emarginazione così forte da configurare un segnale di democrazia imperfetta.

L’accessibilità alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione rappresenta dunque un diritto primario per tutti i cittadini, nessuno escluso. Se partiamo dal presupposto che è importante far muovere le idee e le informazioni, più che le persone, si comprende come sia fondamentale per i portatori di disabilità poter accedere alla Rete. Accessibilità significa infatti rimuovere quelle barriere virtuali che sono di fatto l’equivalente delle barriere architettoniche.

In Europa vi sono 37 milioni di persone portatrici di disabilità, di cui poco meno di 3 milioni in Italia (circa il 5% della nostra popolazione). La Legge appena approvata si indirizza a questa rilevante componente della società, ma favorisce anche altre categorie che devono trovare piena cittadinanza grazie anche a politiche di integrazione basate sull’uso dell’innovazione tecnologica digitale. Mi riferisco in particolare ai meno giovani, che costituiscono un’altra area di potenziale esclusione dai benefici di una società più inclusiva promossa dalla Rete. Si tratta di una popolazione in crescita che spesso ha gli stessi problemi di accessibilità ad Internet di alcune categorie di disabili: almeno il 70% degli europei con più di 60 anni presenta infatti elementi di disabilità.

Nel mio impegno di Governo ho espresso un preciso obiettivo programmatico: la società basata sulle tecnologie dell’informazione deve essere per tutti.

In questa prospettiva, tra le varie iniziative, ho promosso l’istituzione di una “Commissione permanente per l’impiego delle tecnologie ICT a favore delle categorie deboli o svantaggiate”. E’ la prima volta che su una problematica di non discriminazione si riuniscono ben sette Ministri competenti. Ed è proprio tale Commissione che ha voluto la pubblicazione di questo Quaderno, in un più vasto quadro di sensibilizzazione e comunicazione sul tema dell’accessibilità.

Una prova evidente dell’accresciuta attenzione è testimoniata dalle numerose Proposte di Legge presentate in Parlamento, tra le quali merita una segnalazione particolare la Campa-Palmieri.

Un indirizzo così determinato colloca l’Italia all’avanguardia fra i Paesi che hanno affrontato questo tema in ambito normativo. La nuova Legge è già stata riconosciuta dall’OCSE, in un suo rapporto sull’e-Government, tra le “best practices” di livello mondiale. Essa attua concretamente gli indirizzi dell’Unione Europea, garantendo il diritto di accesso da parte dei portatori di disabilità ai servizi informatici delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e promuove l’uso delle tecnologie digitali come strumento per una loro maggiore integrazione, coinvolgendo anche le imprese e la didattica.

Il costruttivo contributo fornito dal dibattito parlamentare e l’unanimità del consenso politico su questo provvedimento, conseguita in entrambe le Camere, ci confortano sulla validità della nostra iniziativa e sull’impegno con cui intendiamo perseguirla.

 

Lucio Stanca
Ministro per l’innovazione e le tecnologie



 

Questo Quaderno illustra intenti e contenuti della Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, comunemente nota come “Legge Stanca” o “Legge sull’accessibilità”.

Con lo scopo di chiarire meglio la natura ed il fine della suddetta legge, il testo definitivo è accompagnato da un commento e dai passaggi più significativi del relativo iter di approvazione.

Vengono quindi presentate non solo la prima versione del Disegno di Legge, con modalità e motivazioni delle modifiche apportate allo stesso nel recepire in un testo unificato ben altre otto proposte di Legge di iniziativa parlamentare [nota 1], ma anche una panoramica dei lavori e dei dibattiti tenuti nelle Commissioni ed in Assemblea.

L’esperienza insegna che le leggi, soprattutto se innovative, si realizzano concretamente nella misura in cui vengono comprese, recepite e condivise.

Contiamo che anche questo quaderno possa contribuire ad un obiettivo così ambizioso.

 

Pierluigi Ridolfi
Presidente della Commissione interministeriale permanente

 


 

Nota 1: Negli atti ufficiali, con riferimento al primo firmatario, vengono indicate come: C.232 Piscitello, C.494 Bono, C.2950 Jannone, C.3486 Campa, C.3713 Labate, C.3845 Zanella, C.3846 Di Teodoro, C.3862 Lusetti. Nel disegno di legge unificato C.2546, approvato alla Camera, sono state inoltre assorbite le tre proposte di legge presentate al Senato come: S.2073 Iovene, S.2114 Lauro e S.2163 Giarretta [torna].

 



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