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L'azione del Ministero delle Comunicazioni per favorire l'accesso alle nuove tecnologie da parte dei disabili è altresì supportata dall'attività della Fondazione Ugo Bordoni. In particolare, quest'ultima è impegnata da alcuni anni sul fronte dell'accessibilità dei siti attraverso il progetto Webxtutti, che vuole essere un punto di incontro tra tutte le persone coinvolte o semplicemente interessate all'accessibilità e all'usabilità della rete. Il progetto è indirizzato, in specie, a chi voglia sviluppare un sito accessibile e usabile, cercando di tradurre "in pratica" le direttive esistenti sull'argomento.
La base da cui si è partiti è costituita dalle linee guida WCAG 1.0. Il loro esame ha però evidenziato subito come la problematica fosse molto complessa e come le stesse linee guida non riuscissero ad affrontarla completamente. Questa impressione è stata successivamente confermata attraverso lo svolgimento di alcuni test mirati ad utenti non vedenti ed ipovedenti presso l'istituto Sant'Alessio di Roma [nota 8].
Ne è emerso che le WCAG 1.0, ottime per definire il problema, risultavano di difficile comprensione e applicazione in alcune circostanze. Veniva infatti suggerito cosa fare ma non come. Test successivi, via via più dettagliati, hanno poi evidenziato come il meccanismo a priorità suggerito dal WAI non copriva in modo adeguato tutte le categorie dei disabili. Il caso emblematico è quello degli ipovedenti, che molti studi hanno indicato come la categoria che incontra spesso maggiori difficoltà nella navigazione web [nota 9]. Tuttavia le linee guida dedicano scarsa attenzione agli elementi che potrebbero migliorarne la navigazione.
L'esperienza maturata in questo contesto ha suggerito di effettuare la valutazione dell'accessibilità mediante un approccio metodologico basato su tre livelli:
Per comprendere i limiti e le potenzialità della valutazione automatica è stato sviluppato Torquemada, un software web based di supporto nella verifica dell'accessibilità. Poiché gli strumenti (tool) presenti sul mercato risultavano complicati e in lingua inglese, si è realizzato un prodotto italiano per permettere, anche a chi non conosce nel dettaglio l'argomento, di avvicinarsi al problema.
L'interesse suscitato da Torquemada è stato notevole ed è andato crescendo con la certezza che sarebbe stata emanata una regolamentazione in materia di accessibilità. Attualmente Torquemada viene utilizzato in media 250 volte al giorno [nota 10]. Questa stima sembra destinata a crescere grazie alla disponibilità di nuove caratteristiche. Il 15 dicembre 2003 infatti è stata presentata la versione in lingua inglese di Torquemada e pochi giorni dopo Torquemada è stato inserito all'interno della Accessibility Toolbar, uno strumento che raccoglie i più interessanti software di valutazione in materia di accessibilità a livello mondiale [nota 11].
Torquemada si propone qualcosa di più della semplice valutazione di una pagina web. Esso tiene infatti traccia di tutte le pagine che gli vengono sottoposte; l'analisi dei file di log permette di seguire in tempo reale l'evoluzione del fenomeno accessibilità in Italia, osservando cosa viene analizzato e quali sono gli errori più frequentemente commessi. Lo sviluppo di Torquemada ha consentito, in particolare, di esplorare l'accessibilità dall'interno, consentendo di valutare pregi e difetti dei software di valutazione automatica dell'accessibilità.
L'esperienza maturata, utilizzando Torquemada, Bobby, Cynthia etc.. e confrontando i risultati con le problematiche reali che incontravano gli utenti disabili, ha permesso di individuare il limite al contributo che questi strumenti possono dare alla valutazione dell'accessibilità. Un tool di valutazione automatica è in grado di contribuire al massimo per il 30% rispetto ad una valutazione più precisa ed affidabile. Questi tool sono utilissimi infatti per identificare la non accessibilità di un sito, individuando per esempio immagini senza descrizioni (attributo ALT) ma non appaiono in grado di certificare l'accessibilità. Esistono infatti tante e diverse problematiche che richiedono un giudizio soggettivo, come i cosiddetti Controlli Utente.
Sulla base di questa consapevolezza è stata elaborata una metodologia di valutazione per utenti esperti in cui, partendo dal contributo dei tool automatici, si guida il "verificatore" all'analisi dei punti critici spiegando cosa valutare, come e perché [nota 12].
La metodologia è costituita da 29 verifiche divise a loro volta in ulteriori sottoverifiche. Al termine di ogni verifica viene chiesto al "verificatore" di esprimere con un punteggio su una griglia predefinita il risultato della sua analisi. Le verifiche coprono in modo completo tutte le funzionalità e le caratteristiche di un sito web: immagini, tabelle, fogli di stile, caratteri, colori e così via.
La metodologia è stata applicata, testata ed ottimizzata attraverso un folto campionario di valutazioni.
Uno dei risultati più interessanti ottenuti con questa metodologia è il "Censimento sull'accessibilità dei siti della P.A." ovvero un'analisi dettagliata del livello di accessibilità dei siti della Pubblica Amministrazione [nota 13].
Giunto ormai al terzo anno, il censimento offre un'interessante chiave di lettura sulla realtà italiana permettendo di capire come si sono mossi e che risultati hanno ottenuto i siti della P.A. italiana.
Al campione di siti della P.A. sono stati aggiunti anche importanti siti di Pubblica Utilità, siti che non rientrano nella categorizzazione standard di pubblica amministrazione ma che, a causa della loro importanza e del grande volume di traffico utenti che ricevono, non potevano essere trascurati.
La valutazione dell'esperto, come la valutazione automatica, ha però dei limiti, proprio perché si basa strettamente sulle linee guida. Rispettare le linee guida esistenti è certamente uno sforzo apprezzabile, ma non sufficiente per ottenere una completa accessibilità. Le valutazioni svolte in laboratorio mostrano chiaramente che l'accessibilità del web sarà sempre piuttosto scarsa finché le esigenze degli utenti disabili non saranno comprese e considerate sin dall'inizio nella progettazione dei siti.
Per identificare ulteriori e importanti problemi di accessibilità, che vanno oltre quelli considerati nelle linee guida, è stata messa a punto una metodologia di valutazione che utilizza test strutturati che coinvolgono utenti reali, ai quali viene richiesto di svolgere compiti simili a quelli che svolgerebbero usando Internet per il lavoro o il tempo libero [nota 14].
Questi test rivestono una particolare importanza nella valutazione dell'accessibilità perché coinvolgono i veri destinatari del sito, ovvero gli utenti disabili, e permettono di comprenderne le problematiche effettive di navigazione e fruizione delle informazioni.
Nota 8: A. Bernardini, C. Delogu, G. Venturi (2002). "Valutazione sperimentale dell'accessibilità del Web a utenti non vedenti e ipovedenti". In http://www.webxtutti.it/pubblicazioni.htm [torna].
Nota 9: http://www.pubbliaccesso.it/biblioteca/documentazione/accessibilita_siti/index [torna].
Nota 10: Torquemada: http://www.webxtutti.it/testa.htm [torna].
Nota 11: Accessibility Toolbar: http://www.nils.org.au/ais/web/resources/toolbar.html [torna].
Nota 12: D'Aloisi, D., Bernardini, A., Delogu, C., Ragazzini (2004). "Una metodologia integrata di valutazione dell'accessibilità". In stampa su Quaderni Webbit [torna].
Nota 13: http://www.webxtutti.it/documenti/Report%20Annuale%20accessibilita%27%202003.ppt [torna].
Nota 14: Bernardini, A., D'Aloisi, D., Delogu, C., Ragazzini, S., Venturi, G. (2003). "Web for all: an user-centred design approach for making more usable and accessible web site." In Good Bad Irrelevant: The user and the future of information and communication technologies. Proc. pp. 164-168 [torna].