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Quello della formazione, per la sua valenza trasversale rispetto a tutti gli altri settori cui è rivolta l'attenzione della Commissione, costituisce indubbiamente un campo cruciale per il successo delle iniziative in tema di accessibilità. Per questo hanno particolare rilievo gli interventi che riguardano la scuola.
La scelta operata dall'Italia, della piena integrazione degli alunni disabili nelle scuole "regolari" statali, sembra avviata al raggiungimento degli obiettivi prefissati in proposito, obiettivi che stimano, a grandi linee, intorno al 2% la quota di bambini affetti alla nascita da patologie che portino a disabilità.
L'integrazione dei disabili nelle scuole ha richiesto da parte dell'Amministrazione uno sforzo economico non indifferente, legato soprattutto all'istituzione dell'insegnante di sostegno, in un primo tempo calcolato come rapporto di un posto ogni quattro alunni disabili, con eventuali deroghe connesse con la gravità degli handicap posseduti. Oggi, a seguito della legge n. 449 del 1997, il rapporto viene calcolato con riferimento al numero complessivo di alunni iscritti ed è, di fatto, pari a un posto ogni 138 alunni [nota 16].
La presenza degli insegnanti di sostegno è andata via via aumentando nel corso degli anni, in relazione alla corrispondente crescita del numero di alunni disabili e a quello delle deroghe richieste e concesse.
Attualmente il rapporto alunni disabili/insegnanti di sostegno si situa intorno a due, con il minimo nelle scuole dell'infanzia con 1,57 e il massimo nelle scuole medie con 2,06. Questi dati sono in rapida discesa a causa del corrispondente aumento di deroghe avvenuto negli ultimi tre anni, tanto che oggi queste ultime rappresentano un terzo dei posti di sostegno attivati (circa la metà nelle scuole secondarie superiori). Tale situazione ha prodotto come risultato che il rapporto insegnanti di sostegno/
totale alunni, a fronte di un valore teorico di 1 a 138, è divenuto nell'anno scolastico 2002/2003 pari a 1 a 102,11.
L'esperienza maturata nel settore ha consentito al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) di contribuire alla ricordata legge in tema di accessibilità con un importante emendamento fondato sul principio di "fornire agli studenti non vedenti, per il tramite delle scuole che ne facciano richiesta, un formato elettronico (file) che, - attraverso schede vocali di sintesi sonora, - consenta di studiare senza attendere i lunghi tempi della traduzione".
Si può calcolare, a titolo puramente indicativo, che il numero potenziale di alunni beneficiari per l'anno scolastico 2001/02, sia stato di 2.535 alunni con handicap visivo (pari allo 0,03% dell'intera popolazione scolastica) [nota 17]. Per quanto riguarda i possibili costi dell'iniziativa occorre tenere conto di una molteplicità di fattori riguardanti, tra l'altro, le istituzioni scolastiche, le case editrici, il Servizio Sanitario Nazionale, tenuto a fornire un contributo sul prezzo d'acquisto della Sintesi Vocale.
Tra le ulteriori iniziative nell'ambito della scuola una specifica segnalazione meritano:
Il MIUR ha anche tracciato le linee guida ed uno strumento per costruire un sito della scuola. Questo strumento ha l'obiettivo di definire uno standard nella implementazione dei siti di ciascuna scuola, evitando la proliferazione di formati e versioni disomogenee e limitando i costi dell'implementazione stessa. Un altro progetto significativo riguarda l'assegnazione a ciascun docente di un indirizzo di posta elettronica che diventerà il canale privilegiato di comunicazione con e tra i docenti.
Alcune iniziative sono state poi sviluppate a livello locale con diverse scuole. Tra queste si segnalano:
Va infine ricordato che il MIUR, con specifico riferimento all'art. 5 della Legge n. 4 del 2004 e con il supporto della Commissione ICT disabili, ha aperto un tavolo di trattative con l'Associazione Italiana Editori per individuare le migliori soluzioni con cui realizzare la prescritta accessibilità degli strumenti didattici e formativi.
Nota 16: Con i precedenti parametri, ipotizzando che l'intero 2% dei bambini disabili frequenti la scuola dell'obbligo, era previsto un insegnante di sostegno per ogni 4 scolari disabili, ovvero per ogni 200 alunni iscritti fra disabili e non disabili [torna].
Nota 17: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Servizio per l'Automazione Informatica e l'Innovazione Tecnologica, 2003: "L'handicap e l'integrazione nella scuola", EDS febbraio 2003, pag. 6 [torna].