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Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione

 


 

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Il Rapporto:
6. Altri interventi da segnalare

6.1. L'INPS e il tema della previdenza sociale

Si distingue, in questo contesto, il progetto per l'attuazione delle politiche generali sulla disabilità, in fase di avanzata realizzazione presso l'INPS.

Tradizionalmente, l'Istituto ha rivolto un'attenzione particolare alla tutela della salute e della sicurezza dei suoi dipendenti, ottemperando ai canoni della normativa specifica di riferimento, ed assumendo ormai la connotazione di "azienda sicura", dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n. 626 del 1994, il quale ha recepito otto Direttive Comunitarie, finalizzate a promuovere e migliorare la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.

La gestione dell'intero sistema sicurezza è garantita da professionalità interne (medici, ingegneri, tecnici, amministrativi, etc.) che hanno acquisito una consolidata esperienza nella materia, tanto che nel 1998, in collaborazione con l'Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro (ISPESL), è stato realizzato un apposito "manuale-guida" per la valutazione dei rischi e la gestione della sicurezza nella Pubblica Amministrazione.

In ogni Sede sono state individuate tutte le figure del sistema sicurezza (datori di lavoro, preposti, responsabili del servizio di prevenzione e protezione dei lavoratori, medici competenti, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soccorritori volontari per il primo soccorso e per le emergenze), le quali sono periodicamente aggiornate sulle specifiche problematiche, sia con un sistema di comunicazione interna sia per il tramite di corsi mirati, in un'ottica di formazione continua. Inoltre tutti i dipendenti hanno ricevuto informazioni circa i rischi professionali.

La gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro riguarda tutti i lavoratori, compresi quelli disabili, tenendo conto anche delle persone con disabilità che frequentano gli uffici, pur non lavorandoci.

Oggettivamente, gli ambienti di lavoro presentano dei livelli di sicurezza diversi a seconda delle abilità fisiche, ed anche psichiche, di chi li occupa.

L'attuale contesto legislativo, di ispirazione comunitaria europea, rende necessaria la partecipazione di tutti i lavoratori (art. 5 del D.Lgs. n. 626 del 1994) in ogni fase della progettazione e gestione della sicurezza. Ciò significa che gli stessi non subiscono più la legge ma diventano soggetti attivi e partecipi al miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro, tanto che sono previste contravvenzioni in caso di violazioni (art. 93) ascrivibili a loro carico.

Nel passaggio ad un concetto di sicurezza non più statico ma dinamico, è fondamentale che, per ogni ambiente di lavoro, venga stilato un documento di valutazione dei rischi con relativo piano di sicurezza, previa individuazione e stima di ciascun elemento di pericolo.

Il piano deve contemplare indicazioni sia sulle modifiche e sulle migliorie strutturali da apportare nel tempo agli spazi, agli arredi, etc., sia sulle necessarie procedure organizzative da porre in atto prima, durante e dopo l'insorgere di un'emergenza.

Il primo e fondamentale requisito che il datore di lavoro deve garantire nel piano di sicurezza riguarda l'abbattimento delle barriere architettoniche, così definite: "gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura fruizione di spazi, attrezzature o componenti e la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi".

Il concetto viene ribadito esplicitamente dal decreto succitato al Titolo II - art.30, comma 4: ".i luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, di eventuali lavoratori portatori di handicap".

Pertanto, in ogni posto di lavoro deve essere predisposto un piano di emergenza affinché nessuno sia impreparato al momento della evacuazione ed ogni lavoratore deve avere un ruolo ben definito, verificato nel tempo, anche con formazione mirata e con periodiche simulazioni.

In questo contesto, l'Istituto ha voluto rivolgere la massima attenzione anche al problema dei lavoratori disabili dipendenti affrontando per questi non solo il tema delle barriere architettoniche ma anche quello delle barriere informatiche. Infatti, con determinazione del Direttore Generale si è provveduto alla nomina di un apposito responsabile del progetto per l'attuazione delle politiche generali sulla disabilità nell'Istituto, ai sensi della Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili".

Lo scopo ambizioso del progetto è quello di facilitare una completa ed efficace integrazione dei lavoratori disabili nei luoghi di lavoro, predisponendo uno specifico programma d'intervento che si propone di realizzare l'elaborazione di "linee guida per l'integrazione dei disabili in azienda in modo da cambiare la prospettiva con cui considerarli: da obbligo a risorsa". Tali linee sono volte a individuare le specifiche esigenze dei lavoratori disabili, a valutarne l'impatto nell'ambiente di lavoro e ad attuarne gli obiettivi definiti.

Per la realizzazione del progetto è risultata efficace la sinergia con altre Entità Pubbliche e Private, tra le quali l'INAIL, la Fondazione IBM Italia e la Fondazione ASPHI Onlus (Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l'Handicap attraverso l'Informatica).

Va sottolineata l'importanza dell'attuazione della Legge n. 68 del 1999, la quale ha fatto propri quei cambiamenti culturali che la società civile ha maturato negli ultimi trent'anni e che hanno portato, in primo luogo, al riconoscimento dell'identità del disabile, non più ritenuto come persona da proteggere ed assistere, ma piuttosto come persona con differenti abilità, da inserire in pieno all'interno della società produttiva.

Infatti nell'art. 2, riguardante il collocamento mirato dei disabili, viene sollecitato l'utilizzo di quegli "strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi dei posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione".

La conoscenza dei possibili accorgimenti da adottare in termini di ambiente, strumentazione e formazione risulta utile sia al fine di un adeguato inserimento lavorativo dei nuovi assunti, sia per una efficace integrazione dei disabili già attivi all'interno dell'Istituto.

In dettaglio gli obiettivi operativi del progetto sono i seguenti:

  • costante analisi della situazione disabili in relazione alla legge;
  • interviste periodiche con i disabili inseriti nell'Istituto;
  • definizione di percorsi educativi e di sviluppo professionale;
  • individuazione e formazione degli istruttori (tutor);
  • individuazione attività di tutoraggio;
  • identificazione degli strumenti di supporto alle attività del tutor;
  • monitoraggio della disponibilità degli ausili e del loro utilizzo;
  • monitoraggio della situazione delle barriere architettoniche;
  • monitoraggio dei piani di applicazione del D.Lgs. n. 626 del 1994;
  • accessibilità e fruibilità procedure interne.


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