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Le leggi sull'accessibilità nello scenario internazionale:
2. Iniziative europee

 

L'Unione Europea, compresa l'importanza strategica e sociale dell'Accessibilità, ha avviato e promosso una serie di iniziative essenziali per sensibilizzare i Governi.

Durante il Consiglio di Lussemburgo, svoltosi l'8 ottobre del 2001, gli Stati dell'Unione sono stati formalmente invitati a sfruttare il potenziale economico e sociale della società basata sulle tecnologie dell'informazione a favore delle persone svantaggiate - anziani, persone disabili, persone con bassa scolarità o economicamente escluse - agevolando contenuti e servizi on-line appropriati e accessibili per tutti.

I Paesi membri, inoltre, sono stati invitati a superare gli ostacoli principali che possono costituire delle barriere per la concretizzazione di una società basata sulle tecnologie dell'informazione, puntando essenzialmente sulla formazione dei cittadini che non hanno familiarità con la tecnologia, preparando i giovani fin dalle scuole dell'obbligo e supportando gli anziani e i gruppi a rischio di esclusione digitale.

Lo stesso messaggio e lo stesso atteggiamento è stato successivamente mantenuto nella Risoluzione del Consiglio del dicembre 2002, "eAccessibility for People with Disabilities", in cui i singoli Paesi vengono nuovamente invitati a proseguire le azioni volte alla promozione dell'Info-inclusione. I punti salienti della Risoluzione vertono nuovamente sull'esigenza d'informazione e formazione a tutti i livelli.

In questa Risoluzione si fa esplicito riferimento alle linee guida sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C) che il 7 aprile 1997 aveva creato il progetto Web Accessibility Initiative (WAI).

Questo propone lo sviluppo di linee guida, da seguire in fase progettuale ed esecutiva dei nuovi siti Web, in modo da garantire sia l'Accessibilità alle informazioni ed ai servizi da parte di tutti gli utenti della Rete e, soprattutto, delle persone disabili che utilizzano tecnologie assistive, sia prodotti hardware e software in grado di sopperire alle diverse disabilità, permettendo loro di interagire e di operare sul Web senza discriminazioni.

Il 5 maggio 1999 il WAI ha rilasciato le Web Content Accessibility Guidelines 1.0, le linee guida cui anche l'Unione Europea fa esplicito riferimento. La Commissione Europea, sia nella Risoluzione del dicembre 2002 sia nel piano d'azione eEurope 2002, richiede che vengano seguite le Raccomandazioni del WAI per lo sviluppo e la realizzazione dei siti Web della Pubblica Amministrazione europea in modo da garantirne l'Accessibilità.

Sempre nella Risoluzione del dicembre 2002 viene anche definita l'esigenza di creare un contrassegno di Accessibilità per l'Europa.

Al fine di promuovere lo sviluppo e la creazione di metodologie di verifica e di valutazione uniformi per tutti i Paesi Europei nonché la creazione di una Certification Authority europea, il 28 aprile 2003 a Parigi viene definito il progetto Euroaccessibility, che coinvolge circa trenta tra istituzioni europee e Centri di ricerca attivi su queste tematiche.

 

2.1. Regno Unito

Nel frattempo, prima che l'Unione Europea iniziasse a promuovere attivamente l'Accessibilità, nel Regno Unito nel 1995 era stato approvato il Disability Discrimination Act (DDA) che, sebbene non richiedesse esplicitamente ai siti Web inglesi di essere accessibili, dava inizio ad un importante azione di sensibilizzazione e di integrazione dei cittadini disabili. Il DDA promuoveva infatti politiche di pari opportunità per tutte le persone disabili nella ricerca di un lavoro e nella fruizione dei servizi pubblici.

Nonostante il DDA non si riferisse direttamente all'Accessibilità Web, i relativi documenti di riferimento indicavano chiaramente che i siti Web dovevano essere regolamentati dal DDA stesso. In tale ottica nel 1999 al DDA venne aggiunto un emendamento con delle specifiche Linee guida per i siti Web governativi.

Il 26 febbraio 2002 la britannica Disability Rights Commission (DRC), l'organismo preposto alla supervisione e alla promozione delle pari opportunità, ha pubblicato un nuovo Code of Practice, approvato dal Parlamento ad integrazione del DDA: il documento ai paragrafi 5.23 e 5.26 asserisce che "un sito Web è un valido aiuto e strumento che permette ai disabili di accedere a servizi e beni." Questo significa che tutti i siti Web, pubblici e privati, che offrono dei servizi on-line ai cittadini, hanno l'obbligo di rendere accessibili i propri servizi e le informazioni in essi contenute.

Se, per esempio, una compagnia aerea offre un servizio di prenotazione e acquisto di biglietti aerei online, questo tipo di servizio è tutelato dal DDA e, quindi, deve essere accessibile per non discriminare gli utenti disabili che nel Regno Unito, nelle loro varie accezioni, sono circa 8 milioni28 [nota 28].

Il DDA inoltre, nella sezione III, considera passibile di reato il service provider che tratta i disabili con minor considerazione a causa della loro disabilità. I service provider, infatti, sono tenuti ad organizzare la fornitura dei servizi in modo da non discriminare nessun cittadino.

Ufficialmente dal 2004 tutti i siti Web che offrono dei servizi di pubblica utilità hanno l'obbligo di essere accessibili. Non si richiede più l'Accessibilità dei soli siti governativi, ma l'obbligo è esteso anche ai siti privati e commerciali.

Si tenga presente che una recente ricerca condotta dalla DRC con la London City University ha rilevato che in Inghilterra su mille siti l'80% è da ritenere inaccessibile e che solo due siti hanno superato il test del W3C corrispondente al livello intermedio (AA), senza peraltro qualificarsi al livello massimo (AAA).

Da notare infine la definizione di un protocollo d'intesa, finalizzato all'accessibilità di libri, riviste e giornali da parte di disabili visivi, concordato tra le associazioni degli editori e dei proprietari di diritti d'autore e le organizzazioni che sostengono le persone disabili della vista.

A parte il caso britannico, che si conferma comunque esemplare e sicuramente molto interessante, tutti gli altri Paesi dell'Unione Europea hanno iniziato a muoversi nella direzione dell'Accessibilità ed hanno cominciato a sviluppare proposte legislative indispensabili per la promozione e la realizzazione di una Società basata sull'informazione.

 

Nota 28: Fonte: The Daily Bit (http://www.thedailybit.com) [torna].



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