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Tra i primi Paesi a muoversi concretamente figura la Germania che, nel maggio 2002, ha approvato una Legge per le pari opportunità, la Bundesbehindertengleichstellungsgesetz (BBGG), che è servita di base per lo sviluppo di una specifica legislazione in materia di Accessibilità.
Il 24 luglio 2002 veniva infatti definitivamente approvata la suddetta legge, la quale prescrive che le informazioni governative siano accessibili e conformi alle linee guida del W3C: il Barrierefreie Informationstechnik Verordnung (BITV).
Il BITV richiede che i siti che si rivolgono espressamente a persone disabili siano resi accessibili entro la fine del 2003. I siti governativi che vengono realizzati ex-novo hanno l'obbligo di essere progettati in conformità alle Web Content Accessibility Guidelines 1.0 e tutti i siti governativi obbligati al rispetto della legge hanno tempo fino al 2005 per adeguarsi alle norme del W3C.
Per favorire lo sviluppo e le necessità informative e formative degli Enti tedeschi che si trovano nella condizione di doversi adeguare ai nuovi standard tecnologici progettuali ed esecutivi, il Governo ha creato nel luglio 2002 una "task force" di supporto a cura del Ministero della Salute e della Sicurezza Pubblica, l'Aktionsbündnis Barrierefreie Informationstechnik (ABL). La ABL offre consulenze e servizi per aiutare tutti gli Enti alle prese con l'adeguamento alle BITV in modo da poter garantire l'efficacia della legge e assicurare un sostegno concreto per il conseguimento dei risultati.
In Irlanda il Governo ha pubblicato nel 1999 il suo piano d'azione per la Società dell'Informazione "Implementing the Information Society in Ireland". Ha anche dettato gli indirizzi cui devono attenersi le organizzazioni del settore pubblico, ivi comprese le principali linee guida in materia di accessibilità.
Tutti i siti web avrebbero dovuto conseguire prima una conformità di livello A e poi, possibilmente entro la fine del 2001 un livello AA. Per il raggiungimento di tale obiettivo venne costituito un apposito Webmasters Network Group.
Nel rapporto "e-Inclusion, expanding the Information Society in Ireland", pubblicato nel settembre 2003 (http://www.isc.ie/downloads/einclusion.pdf), viene riportato un quadro della situazione connesso alla coeva Disability Legislation Consultation Group.
La situazione del Portogallo è particolare. Il merito di aver richiamato, l'attenzione sulle tematiche legate all'Accessibilità in Portogallo va a Francisco Godiño, un ricercatore particolarmente attento e attivo che nel 1999 promosse una petizione per chiedere una legge sull'Accessibilità del Web.
I primi risultati non tardarono e il 19 luglio 1999 il Ministero della Scienza e della Tecnologia approvò la "Resolução do Conselho de Ministros n. 96/99: Iniciativa Nacional para os Cidadãos com Necessidades Especiais na Sociedade da Informação".
Questa risoluzione inizia ad affrontare, in maniera consapevole e ragionata, l'esigenza e il ruolo ricoperto dall'Accessibilità. Infatti, al punto 4.2 della Risoluzione viene evidenziata l'importanza strategica e sociale della creazione di una legislazione adeguata in materia di Accessibilità e al punto 4.3 si specifica per la prima volta che è necessario che i siti Web abbiano delle interfacce accessibili a tutti.
La data fondamentale per l'Accessibilità portoghese è però il 12 agosto 2003, quando viene approvata la "Resolução do Conselho de Ministros n. 110/2003 Plano Nacional para a Participação dos Cidadãos com Necessidades Especiais na Sociedade da Informação".
Questo documento sancisce l'obbligo per la Pubblica Amministrazione portoghese di adeguare i propri siti alle Raccomandazioni del W3C; nell'Azione 2.1 si legge che l'adeguamento dei siti soggetti alla legge deve avvenire, anche in questo caso, come per la Germania, entro il 2005.
La "Ley 51/2003, de 2 de Diciembre, de igualdad de oportunidades, no discriminación y accesibilidad universal de las personas con discapacidad" è invece la legge approvata il 2 dicembre 2003 dal governo spagnolo che richiede ai siti Web della Pubblica Amministrazione iberica di adeguarsi alle linee guida del W3C.
La legge prescrive che vengano rispettati i criteri di Accessibilità nella creazione e produzione di tutte le nuove tecnologie e dei servizi connessi allo sviluppo della Società dell'informazione. I tempi di adeguamento previsti sono di 4-6 anni per tutti i prodotti online, siti e servizi, sviluppati ex-novo e di 8- 10 anni per quelli già esistenti.
Entro 2 anni il Governo dovrà inoltre eseguire gli studi e le ricerche necessari per definire con precisione quali servizi siano maggiormente rilevanti per la non discriminazione e per lo sviluppo della Società dell'informazione, che saranno poi i siti soggetti alla "Ley 51/2003".
Un aspetto particolarmente interessante della legislazione spagnola riguarda la formazione dei nuovi professionisti dell'Accessibilità: sempre entro 2 anni dall'entrata in vigore della legge, il Governo definirà i Curricula sul "Design For All" ("progettazione per tutti" e quindi incentrata sull'utente) da adottare nelle scuole e nelle università; in questo modo il Governo intende preparare dei professionisti dell'Accessibilità, non solo Web, ma anche fisica, creando una nuova figura professionale e sviluppando piani di studio specifici.
Considerati i tempi di adeguamento della legislazione spagnola, il Governo, per assicurare la corretta applicazione della legge stessa e per garantire che in questi anni venga sviluppata una nuova coscienza e consapevolezza dell'importanza dell'Accessibilità , ha elaborato due Piani d'Azione. Il "Plan Nacional de Accesibilidad 2004-2012", che prevede una serie di interventi per l'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, definisce delle strategie da seguire per la promozione dell'Accessibilità e per la sensibilizzazione su queste tematiche, oltre a promuovere la collaborazione fra la Pubblica Amministrazione spagnola e le Associazioni variamente coinvolte nel sostegno e nell'integrazione delle persone disabili.
Il secondo piano d'azione è invece il "Plan de Accion para las personas con discapacidad 2004-2007" che costituisce fondamentalmente l'infrastruttura strategica per la promozione dell'Accessibilità, definendo gli obiettivi e le metodologie da adottare al fine di attuare correttamente, nei tempi e nei modi previsti, la legge sull'Accessibilità.