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Anche in Asia si registrano forti pulsioni e importanti iniziative per la promozione dell'Accessibilità e la realizzazione di una Società dell'Informazione inclusiva, nonostante siano ben evidenti molte criticità e problematiche sociali altrettanto urgenti. Una risposta e una strategia chiara a questi problemi sono state elaborate e sviluppate nel documento "Biwako Millennium Framework".
Il "Biwako Millennium Framework" (BMF) si propone come obiettivo la promozione di azioni per la creazione di una Società Inclusiva, senza barriere per le persone disabili in tutta l'area dell'Asia e del Pacifico.
Il BMF è stato adottato durante un convegno intergovernativo svoltosi a Otsu, in Giappone, nell'ottobre 2002. Esso richiede ai Governi di sviluppare un sistema per raccogliere i dati nazionali sulle persone disabili. In questa maniera, grazie alle statistiche sul numero e sulle tipologie di disabilità, è più facile adottare politiche e strategie di supporto ed integrazione.
Il BMF identifica 7 aree prioritarie d'intervento, per ciascuna delle quali sono stati definiti alcuni obiettivi specifici e sono state evidenziate le principali criticità. Complessivamente, il Framework presenta 18 obiettivi correlati a 15 strategie di sostegno.
Al punto sei viene posta particolare attenzione proprio sull'Accessibilità, evidenziandone l'importanza strategica per la diffusione delle nuove tecnologie e per garantire pari opportunità a tutti i cittadini.
In sintesi si fa riferimento a:
Il Giappone gode di una situazione sociale e tecnologica particolarmente avanzata rispetto ai destinatari del "Biwako Millennium Framework" e lo sforzo nipponico per la promozione dell'Accessibilità è indubbiamente uno dei più notevoli e apprezzabili.
Dopo l'uscita delle "Web Content Accessibility Guidelines 1.0" il 5 maggio 1999, il Governo nipponico ha iniziato da subito ad occuparsi della materia in modo particolarmente sistematico e preciso.
Già nel corso del 1999 il Ministero delle Poste e il Ministero della Salute e del Welfare avevano annunciato l'impegno nipponico a favore dell'Accessibilità ed avevano istituito il TAP, "Telecommunication Accessibility Panel", per controllare e verificare lo stato dell'Accessibilità dei siti governativi giapponesi.
In meno di un anno, il 23 maggio 2000, il TAP presentò il primo rapporto sullo stato dell'arte del Web giapponese. Esso evidenziava l'importanza che riveste l'Accessibilità per il Giappone resa ancor più evidente da due particolari aspetti:
Le attività governative per favorire l'Accessibilità da allora si sono susseguite frenetiche e puntuali.
Il 6 novembre 2000 il Governo Giapponese ha dichiarato che tutti i siti dei Ministeri e degli enti del settore pubblico si devono adeguare alle "Web Content Accessibility Guidelines 1.0". Sempre nello stesso mese è stata approvata la "Basic IT Law", una legge diventata effettiva dal 6 gennaio 2001 di cui, all'art. 8, viene attivamente promossa la progettazione accessibile per servizi di pubblica utilità.
Il 29 marzo 2001, grazie all'impegno del Ministro nipponico Soumu-syo, viene presentato il piano d'azione "e-Japan Priority Policy Program", un programma nato per promuovere e sviluppare l'Accessibilità. In questo piano d'azione si parla inoltre di J-WAS, uno strumento di valutazione specificatamente realizzato tenendo in considerazione le particolarità linguistiche giapponesi.
Contestualmente, sempre nel corso del 2001 lo JSA (Japanese Standards Association) ha iniziato ad elaborare e adattare lo Japanese Industry Standard (JIS) per promuovere attivamente l'Accessibilità e la Società dell'Informazione inclusiva.
L'India dispone dal 2000 del "Maharashtra Right to Information Act" con annesse "Information Rules" (disponibili all'indirizzo Internet http://smgnts.mah.nic.in/latur/englatur) e del "Karnataka Right to Information Act" (indirizzo http://www.ksphc.org/right-to-informartion).
Questi sono centrati però sul principio più generale del diritto all'informazione e all'accesso dei dati;
l'accento è posto quindi sul problema dell'accessibilità in senso lato, non sul rischio di emarginazione dei disabili e delle categorie deboli.
L'Australia fa riferimento a un documento analogo all'ADA statunitense, il "Disability Discrimination Act" (DDA) approvato nel 1992.
Il "Disability Discrimination Act" è punto di riferimento nell'intero paese per la definizione di tutti gli standard e di tutti i requisiti inerenti l'Accessibilità.
In un rapporto sull'Accessibilità dei siti di pubblica utilità australiani del 1999, l'Agenzia governativa che crea e supervisiona l'applicazione dei decreti legislativi per le pari opportunità (HREOC, "Human Rights and Equal Opportunity Commission"), evidenzia che, secondo le disposizioni del DDA, l'informazione online deve essere accessibile a tutti i cittadini. Il DDA si applica quindi a tutti gli individui e le organizzazioni che sviluppano pagine Web in Australia o che collocano e mantengono le loro pagine su server australiani. Dal 1 dicembre 2000 il DDA richiede che tutti i nuovi siti soggetti alla legge si adattino e seguano le Raccomandazioni del W3C in materia di Accessibilità.
Anche il Canada dispone di alcuni provvedimenti in materia di Accessibilità.
Nel 1996 i Ministeri per lo Sviluppo delle Risorse Umane, della Finanza, del Tesoro e della Giustizia hanno istituito una speciale Task Force chiamata "Federal Task Force on Disability Issues". Il compito di questa task force è definire e stilare le raccomandazioni sul ruolo del Governo canadese nei confronti delle persone con disabilità.
In termini più generali, dal 1977 vige in Canada una legge specifica per la tutela e la difesa dei diritti dell'Uomo, l'"Human Rights Act". La responsabilità del rispetto dei principi di questa legge è affidata alla Commissione dei Diritti Umani del Canada, che ha il compito di vigilare affinché tutti i cittadini godano delle stesse opportunità. L'"Human Rights Act" si applica ai dipartimenti federali, alle poste canadesi, compagnie aeree nazionali, banche, compagnie telefoniche locali o nazionali, compagnie di trasporto e altre industrie regolamentate dal governo canadese.
Nel maggio del 2000 il Governo canadese richiese alle organizzazioni federali e governative di adeguare i propri siti Web, Intranet ed Extranet alle Raccomandazioni del W3C, concedendo tempo fino al 31 dicembre per renderli accessibili e conformi alle Linee Guida.