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Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie ha sempre interpretato le nuove tecnologie come un’opportunità per un più generale processo di inclusione, tanto da farne uno dei punti qualificanti della propria azione di Governo. Tale visione nasce dalla constatazione che lo sviluppo dei Personal Computer e delle reti informatiche ha consentito a più ampie fasce di cittadini informazioni e servizi precedentemente non disponibili. Le ICT consentirebbero il superamento dei limiti strutturali e fisici che ancora emarginano una parte consistente della popolazione (in primo luogo le categorie deboli come disabili, anziani, immigrati, analfabeti informatici) rendendo possibile un'integrazione e una partecipazione maggiori di tutti i cittadini alla vita sociale del Paese.
Allo stesso tempo, tuttavia, l'esperienza insegna che questi risultati possono essere ritenuti soddisfacenti solo se l'utilizzo dei sistemi informatici tiene conto, sin dal momento della loro progettazione, delle esigenze specifiche delle categorie svantaggiate, evitando che l'evoluzione tecnologica rischi paradossalmente di diventare un ostacolo o una barriera virtuale al coinvolgimento ed all'integrazione di molti individui, accentuando divari già esistenti.
E’ in questa cornice che si collocano sia la legge Stanca sia una serie di altre iniziative promosse direttamente dal Ministro.
Tra le attività a livello internazionale vanno segnalate la partecipazione alla Conferenza “Politiche e legislazione in favore dell’accessibilità”, tenutasi a Parigi il 31 gennaio 2005 presso la “Città delle scienze e dell’industria”, centrata sulla ricognizione della normativa e delle politiche attuate sinora dai diversi Paesi europei in merito all'accessibilità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e la partecipazione al Seminario di Bruxelles, organizzato dal Comitato Europeo di Normalizzazione.
Un esempio molto interessante di collaborazione con paesi stranieri è rappresentato dal progetto RINATI (Riqualificazione e Integrazione Non-vedenti Attraverso Tecnologie Informatiche), messo a punto con la Fondazione ASPHI e proposto al Governo russo. Esso è rivolto al VOS, la locale organizzazione non governativa dei disabili della vista, che comprende circa 250.000 assistiti e 190 imprese associate. Tali imprese sono l’unica fonte di finanziamento per i bisogni sociali dei non vedenti e gli amministratori di queste aziende devono provvedere alle necessità di lavoro, di assistenza sanitaria e di vita dei disabili impiegati, mentre i profitti vengono gestiti dal VOS per assistere i disabili disoccupati.
Il progetto ipotizza la costituzione di un Servizio Educativo permanente basato su tre centri (Mosca, Novgorod, Samara) dedicati alla riqualificazione dei disabili come programmatori ed operatori informatici, riqualificazione resasi urgente con il passaggio da un’economia di stato ad un’economia di mercato.
L'iniziativa si propone di favorire, grazie all'impiego delle nuove tecnologie, l'integrazione e l'inclusione nella vita scolastica degli studenti svantaggiati o stranieri, con particolare attenzione per gli alunni affetti da disabilità cognitive.
L'intervento, oltre ad essere in linea con le direttive UE contenute nel Piano di Azione eEurope 2005, è un esempio di attuazione concreta della legge Stanca, perché le soluzioni tecnologiche e i relativi supporti hardware e software da impiegare nelle iniziative devono essere conformi alla normativa di riferimento sull’accessibilità.
Nel caso specifico possono partecipare al Progetto le scuole primarie e secondarie di primo grado delle Regioni definite di Obiettivo 1 (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, Abruzzo e Molise). Le linee di intervento del "Progetto e-inclusion”si propongono di:
Il progetto, del valore di oltre 2,5 milioni di euro, prevede una intensa attività di monitoraggio sullo stato di avanzamento dei lavori finanziati presso ciascuna scuola. Questo consente un più efficace supporto consulenziale ed una più precisa documentazione per la successiva circolazione del sapere.