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Il Rapporto:
4. Altri interventi da segnalare

4.3 ABI – ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA

L’Associazione Bancaria Italiana fin dal 2004 ha promosso il progetto “Superamento delle barriere architettoniche e tecnologiche per i disabili”, con l’obiettivo di elaborare e implementare raccomandazioni e linee guida per la progettazione e l’allestimento sia degli spazi aperti al pubblico sia degli spazi utilizzati dai dipendenti delle banche; in questo contesto si è adoperata per lo sviluppo di tecnologie di sostegno alla libera fruizione del servizio bancario da parte dei clienti diversamente abili.

Le banche partecipanti al progetto hanno espresso unanime parere sull’opportunità di definire un codice di autoregolamentazione, condiviso con le Associazioni di rappresentanza dei disabili, che garantisca una corretta attuazione degli interventi che si profilano all’orizzonte. Il progetto si inserisce nell’ambito di un impegno che ha già visto l’ABI collaborare con diverse Associazioni e realizzare importanti iniziative in materia di accessibilità.

Già nel 2003, “Anno europeo delle persone con disabilità”, l’ABI, in collaborazione con primarie associazioni (Unione Italiana dei Ciechi e ASPHI - Associazione Sviluppo Progetti Informatici per gli Handicappati), ha avviato un gruppo di lavoro per rendere i servizi bancari on-line accessibili ai disabili. Il tavolo di lavoro, che si è avvalso anche del contributo della “Commissione interministeriale permanente per l’impiego delle ICT a favore delle categorie deboli o svantaggiate”, ha elaborato e diffuso le “Linee guida per l’accessibilità dei servizi di home banking”, rivolte a tutte le banche che desiderino migliorare l’accessibilità della propria offerta on-line. E’ attualmente in corso una rilevazione per conoscere quante banche, a seguito dell’emanazione delle suddette linee guida, hanno reso accessibili i propri servizi on-line. Su questa stessa strada, nel 2004 Co.Ge.Ban., il Comitato di Gestione per il marchio Bancomat promosso dall’ABI, ha emanato un documento di “Standard per ampliare l’accessibilità agli sportelli ATM – Bancomat”.

Le esperienze compiute hanno sottolineato l’importanza di istituire, fin dalle prime fasi del progetto, il compiuto coinvolgimento e confronto con le Associazioni dei disabili e di cittadinanza attiva, allo scopo di dotare il servizio di un livello di fruibilità elevato e non limitato alla semplice correttezza formale.
Sono stati firmati anche dei protocolli d’intesa nei quali, tra i punti rilevanti, figura la volontà di “incentivare la nascita di nuovi spazi e servizi accessibili e fruibili da tutti e impedire il sorgere e la diffusione di nuove barriere”. Saranno anche promossi e realizzati studi e ricerche con lo scopo di contribuire all’affinamento delle soluzioni tecniche e della normativa esistente in materia. E’ infine prevista l’organizzazione di giornate di eventi e raccolta fondi con il coinvolgimento diretto di Istituzioni, cittadini, forze sociali e produttive.

Su tutti questi fronti, l’ABI supporta costantemente le banche associate con attività di consulenza e assistenza. E’ in fase di valutazione l’opportunità di progettare dei moduli formativi destinati al personale bancario sul tema dell’accessibilità dei servizi web della banca.

 

4.4 ASPHI

L’ ASPHI ha modificato la sua natura sociale in Fondazione senza fini di lucro, sostenuta da Enti ed Aziende di primaria importanza. Attualmente si configura come una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) derivata dalla Associazione ASPHI nata nel 1980. Ha continuato ad operare per il conseguimento dell'autonomia personale dei disabili e per il loro inserimento nella scuola, nel lavoro e nella società, attraverso l'impiego delle tecnologie avanzate, in particolare informatica e telematica.
Insieme ai suoi Partner, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Istituto dei Ciechi F. Cavazza, Cooperativa Anastasis, ASPHI ha organizzato e promosso attività di formazione professionale per giovani non vedenti, non udenti o disabili motori, al fine di qualificarli come programmatori di computer, addetti a procedure automatizzate d'ufficio, esperti in editoria da tavolo, specialisti di disegno automatico e, in generale, utenti di tecnologia ICT. Ad oggi ha preparato nelle sue scuole più di 1000 persone, che operano con qualità e soddisfazione in centinaia di aziende.
Tra i più recenti progetti di inserimento lavorativo si segnalano “Impiego Point” che si basa su una rete di collaborazione tra gli operatori della mediazione dei Centri per l’Impiego delle Regioni del Sud, ed il progetto di accompagnamento al lavoro per persone sorde, sviluppato con la Provincia di Bologna.

In collaborazione con Università, Centri di Ricerca, Unità specialistiche della organizzazione sanitaria, ASPHI ha sviluppato diversi prodotti software di alta qualità tecnica e scientifica, volti a facilitare l'apprendimento, l'autonomia personale e la riabilitazione delle persone con disabilità. Questi prodotti sono impiegati in progetti mirati in molte scuole e in strutture di accoglienza.
In termini numerici si stima che, nel corso dei 25 anni di attività, ASPHI abbia erogato servizi a circa 40.000 persone e informazioni ad oltre 370.000 individui.
La varietà dei settori di intervento, la quantità di progetti svolti con professionalità ed efficacia in Italia ed in Europa (Mosca, Varsavia, Atene…), hanno contribuito alla diffusione e all’adozione delle metodologie e delle esperienze messe a punto dai suoi specialisti.

Tra le attività di punta dell’ASPHI figura ancora la formazione. Come all’origine, nel 1979, fu tenuto il primo corso di programmazione per persone non vedenti, finalizzato all’inserimento in azienda, così oggi altri corsi mirano a preparare le persone disabili al conseguimento della patente ECDL, divenuta ormai un prerequisito per molti concorsi pubblici e titolo preferenziale per ogni tipo di assunzione. In parallelo l’ASPHI si è preoccupata di adeguare il materiale didattico alle esigenze delle diverse categorie di disabili. In questo ambito si segnala un’iniziativa di formazione, rivolta a persone con deficit uditivo, promossa insieme alla Fondazione Gualandi di Bologna ed alla Fondazione Adecco, il cui obiettivo consiste nel far conseguire la patente ECDL a persone sorde e nel verificare la qualità di specifici prodotti formativi.
Molto interessante l’esempio di “Aula didattica” realizzato dall’ASPHI presso il proprio laboratorio di Bologna, nel quale una rete di PC personalizzati sulle esigenze del singolo alunno, interagisce con una lavagna informatica guidata dal docente. Le lezioni risultano molto più coinvolgenti ed efficaci, in quanto sfruttano a pieno le potenzialità multimediali, sono automaticamente memorizzabili per una successiva rilettura con eventuali approfondimenti e soprattutto consentono la reale integrazione dell’allievo disabile in una classe di normodotati. Si tratta di un classico esempio di applicazione nata per pochi (gli scolari disabili) e rivelatasi utile per tutti (l’intera scolaresca).

Uno dei programmi di maggiore successo dell’ASPHI si intitola “Linee guida per l’integrazione del disabile in azienda, da obbligo a risorsa”. Prendendo spunto dal fatto che i datori di lavoro erano spesso indotti, dalla vecchia legge 482/68, a vedere le persone disabili come un obbligo, la sfida che oggi ASPHI propone ai dirigenti è quella di rendere anche questi loro collaboratori una componente produttiva all’interno delle aziende.

Inoltre, nell’ambito della propria attività, gli enti che offrono servizi o le aziende che offrono prodotti vengono invitati a porsi il problema dell’utenza disabile. Con questo programma ASPHI persegue due obiettivi.
Il primo è di valorizzare meglio queste risorse riqualificandole ad attività che, grazie alle ICT, possono svolgere in maniera efficiente; la seconda è di operare affinché il prodotto aziendale, anche se rappresentato da un servizio, sia pensato, sin dall’origine, anche per le persone disabili. Ad esempio, una lavastoviglie che abbia i tasti a rilievo o in Braille sarà usata più facilmente da persone non vedenti.
Si tenga presente che il 15% della popolazione italiana è stimato direttamente o indirettamente interessato alla disabilità: amici, conoscenti, familiari, diventano un interessante veicolo promozionale. Se al mondo dei disabili si affianca quello degli anziani, che con l’aumentare degli anni vedono ridotte le loro abilità e hanno problemi del tutto simili a quelli dei disabili, l’effetto promozionale sul bacino di utenza, aumenta ancora.
L’ASPHI, ritenendo opportuno promuovere una cultura sociale anche attraverso logiche economico-aziendali, riferite cioè ad obiettivi di business e di convenienza, ha incoraggiato a questo fine la costituzione di un gruppo di una trentina di aziende che si incontrano periodicamente per uno scambio di idee e di esperienze sui temi prima indicati.
Con riferimento all’accessibilità informatica, in parallelo ad una costante opera di sensibilizzazione, l’ASPHI ha affrontato i vari aspetti operativi del problema, ponendo particolare attenzione alle attività di formazione e di valutazione di accessibilità dei siti web.
Le prime consistono in interventi mirati a fornire conoscenze tecniche sullo sviluppo dei siti nella rete Internet e sulle problematiche dell’accessibilità.
Le seconde vengono effettuate attraverso una verifica di tipo tecnico ed una verifica di tipo soggettivo, avendo ben chiaro che l'accessibilità è un traguardo che va non solo conquistato, ma anche mantenuto nel tempo. Infatti, data la dinamica propria dei siti web, il livello di accessibilità deve essere tenuto sotto controllo attraverso revisioni periodiche. La verifica di accessibilità non deve essere quindi un evento episodico ma parte di un processo aziendale.
Le attività di promozione per una cultura dell’inclusione sono state condotte dall’ASPHI con notevole efficacia anche grazie al rapporto di fiducia e di collaborazione sviluppato con i propri soci sostenitori, rappresentanti una cinquantina di organizzazioni di grande prestigio, che hanno spesso voluto sperimentare per primi al proprio interno i più moderni programmi e principi di non discriminazione.
Nell’ottica di “diffusione del sapere” l’ASPHI ha ideato e lanciato degli eventi che sono divenuti punto di riferimento e modello per iniziative analoghe. Tra tutti primeggia Handimatica, la Mostra- convegno nazionale per l’integrazione del disabile, che è la principale manifestazione del genere in Italia. ASPHI partecipa inoltre al Bardi Web Award [nota 17], per il quale cura la selezione dei siti e la scelta dei vincitori per il premio sull’accessibilità. Altrettanto successo ha riscosso il Premio PA Aperta lanciato nel 2002 insieme al CNIPA e a Forum PA e giunto attualmente alla sua terza edizione.

 

 

Nota 17: Il Bardi Web Award, che è stato istituito dal Comune di Bardi (Parma) nel 2000, premia annualmente i migliori siti web, con una ventina di riconoscimenti distinti per categoria.[torna].

 



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