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L’avvento della televisione digitale e delle sue caratteristiche di interattività con l’utente ha evidenziato che anche in questo caso occorre porsi il problema della fruibilità, ovvero di come limitare l’emarginazione di larghe fasce di utenza.
Intanto occorre premettere che per la diversa natura tecnica del mezzo televisivo rispetto al Personal Computer non è realizzabile una semplice trasposizione delle esperienze maturate in termini di accessibilità ai siti Web.
Primo e fondamentale ostacolo è l’impossibilità di applicare al televisore tecnologie assistive esterne o di personalizzarne il funzionamento. Ne consegue che ogni sforzo diretto ad aumentare l’accessibilità dei contenuti informativi e dei servizi offerti dalle applicazioni Multimedia Home Platform (MHP) [nota 20] deve partire dalla progettazione e dall’implementazione delle stesse.
La problematica è così recente da rendere praticamente impossibile una strategia basata su esperienze consolidate. Alcune considerazioni di massima sulla questione dell’accessibilità delle applicazioni MHP sono tratteggiate nel seguito con riferimento alle principali tipologie di disabilità [nota 21].
Visto il panorama delle sperimentazioni in corso si evince chiaramente che allo stato attuale sarebbero esclusi da una qualsiasi fruizione dei servizi MHP categorie di disabili quali i non-vedenti o gli ipovedenti gravi.
La presenza costante del canale audio dell’emittente di sottofondo renderebbe inutile, anche qualora fosse realizzabile, la navigazione o la fruizione dei contenuti informativi attraverso il canale uditivo.
Interessante potrebbe essere la sperimentazione di applicazioni informative o di servizio orientate ai non-vedenti su canali privi di flussi audio-video generati da emittenti televisive.
Per quanto riguarda gli ipovedenti meno gravi è consigliabile tenere in considerazione la grandezza del testo e il suo contrasto con lo sfondo (preferibilmente opaco).
Per coloro che soffrono di disturbi della percezione del colore potrebbe essere difficile cogliere informazioni o meccanismi di navigazione legati all’uso dei quattro colori scelti come standard su applicazioni e telecomandi. Occorre ricordare che tra le varie gradazioni e tipologie di daltonismo esistono casi che portano all’impossibilità di distinguere il rosso dal verde oppure il blu dal giallo. Sarebbe utile studiare soluzioni diverse per la navigazione considerando che un individuo di sesso maschile su dodici è affetto da parziale o totale daltonismo.
La comunità dei disabili uditivi è senz’altro quella che maggiormente può trarre vantaggio dal potenziamento dei servizi grafico-testuali offerti dalle emittenti televisive digitali.
Occorre in ogni caso puntare su un linguaggio chiaro e poco pesante dal punto di vista della sintassi del periodo e considerare la possibilità di offrire un equivalente testuale alternativo per flussi audio recanti informazioni importanti.
Essendo il telecomando l’unico mezzo di interazione con il decoder digitale potrebbero venirne escluse tutte le categorie di persone che hanno problemi relativi alla mobilità fine.
Esistono tuttavia soluzioni ausiliarie come telecomandi programmabili e adattabili alle necessità del singolo individuo, pensate già per rendere totalmente accessibili ambienti domotici.
Raccomandazioni in questo campo sono difficili da delineare, soprattutto per quanto riguarda i disturbi più gravi.
Si possono dare però delle indicazioni per facilitare l’utilizzo di queste tecnologie da parte di alcune categorie di persone. Il ricorso a un linguaggio misto testuale-iconografico può per esempio essere di molto aiuto per indicare i meccanismi di navigazione delle pagine.
Per i dislessici in particolare è importante anche che i testi siano scritti in caratteri chiari e con sfondi che non interferiscano con la loro percezione.
Le persone con disturbi della concentrazione trarrebbero vantaggio dall’assenza all’interno di una pagina di oggetti in movimento.
Particolare attenzione va anche rivolta all’utilizzo di effetti grafici, quali lampeggiamenti con frequenze elevate, che potrebbero causare disturbi da epilessia fotosensibile.
Per quanto riguarda l’usabilità delle applicazioni MHP, tornano in gran parte utili le raccomandazioni relative ai siti e alle applicazioni del Web, di cui si riportano di seguito alcuni punti salienti.
Percezione: le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione dell’attività devono essere sempre disponibili e percettibili.
Esempi:
Uso: le informazioni e i comandi necessari per l’esecuzione delle attività devono essere facili da capire e da usare.
Esempi:
Consistenza: stessi simboli, messaggi e azioni devono avere gli stessi significati in tutto l’ambiente.
Esempi:
Salvaguardia della salute (safety): capacità dell’ambiente di salvaguardare e promuovere il benessere psicofisico dell’utente.
Esempi:
Sicurezza: capacità dell’ambiente di fornire transazioni e dati affidabili, gestiti con adeguati livelli di sicurezza e riservatezza.
Esempi:
Trasparenza: l’ambiente deve comunicare il suo stato e gli effetti delle azioni compiute. All’utente devono essere comunicate le necessarie informazioni per la corretta valutazione della dinamica dell’ambiente.
Esempi:
Apprendibilità: capacità dell’ambiente di consentire l’apprendimento del suo utilizzo da parte dell’utente in tempi brevi e con minimo sforzo.
Esempi:
Aiuto e documentazione: fornire funzioni di aiuto come guide in linea e documentazione relativi al funzionamento dell’ambiente. Le informazioni di aiuto devono essere facili da trovare e focalizzate sul compito dell’utente.
Esempi:
Tolleranza agli errori: l’ambiente deve prevenire gli errori e, qualora questi accadano, devono essere fornite le modalità per recuperare in modo semplice eventuali errori di interazione e devono essere forniti appropriati messaggi che indichino chiaramente il problema e le azioni necessarie per recuperarlo.
Esempi:
Gradevolezza: capacità dell’ambiente di favorire e mantenere l’interesse dell’utente.
Esempi:
Per concludere, è anche auspicabile da parte dei produttori una maggiore propensione alla standardizzazione degli strumenti di interazione con il decoder (telecomando), ed un più meditato ricorso alla miniaturizzazione dello stesso e dei suoi pulsanti. Altrettanto auspicabile sarebbe da parte delle emittenti concorrenti, un utilizzo più coerente e omogeneo dei meccanismi di navigazione delle applicazioni MHP.
Nota 20:Si tratta della piattaforma di programmazione standard per i ricevitori digitali terrestri. [torna].
Nota 21: Le caratteristiche tecniche e funzionali dell’iniziativa italiana sono illustrate nella pubblicazione “Dgtv, per il digitale terrestre” del settembre 2004, consultabile come “DGTVi D-Book” sul sito www.dgtvi.it [torna].